Degrado Capitale, il virus che infetta Roma est

farmacia di turno

E’ un vento dell’est quello che soffia sul degrado romano. Il quadrante orientale dell’Urbe infatti contiene maggiori problematiche legate alla criminalità, allo spaccio di droga e al rischio di radicalizzazione islamica. La grande affluenza di profughi e scarsi servizi sono sul banco d’accusa nella lotta al disagio nelle periferie.

L’esempio più lampante è quello di  Tor Sapienza, balzata agli onori delle cronache per gli scontri anti-immigrati del 2014, tanto da essere accostata a una banlieue. Il quartiere è piuttosto carente nei servizi essenziali (specie infrastrutture e trasporti pubblici), ci sono problemi fogniari e di illuminazione pubblica. E’ evidente che, a prescindere da giudizi sulle politiche dell’accoglienza, il flusso di migranti accentua l’insicurezza nella popolazione locale.

Ma sono altre le aree ad est della Capitale che sono in sofferenza. Corcolle (in passato individuata per la costituzione di una discarica) o Ponte di Nona, convivono con la colonna di fumo nero proveniente dal vicino campo rom di via di Salone (dove materiali rubati vengono dati alle fiamme in fonderie abusive per ricavarne metallo da vendere in nero). A Settecamini molti locali nel tempo abbandonati hanno originato degrado e abusivismo. A Torre Angela invece i parchi del quartiere sono stati trasformati in latrine e dormitori.

Il quartiere periferico di Centocelle registra episodi di degrado e illegalità, specie al parco Madre Teresa di Calcutta trasformato in bivacchi per soggetti alcolizzati. Il quartiere sta tentando di tutelarsi dalla presenza di integralisti islamici, grazie al contributo delle comunità musulmane più concilianti. A Torpignattara, dove convivono soggetti di oltre 60 nazionalità, sono frequenti gli episodi di delinquenza da strada coma rapine e violenze. L’urbanizzazione esasperata ha favorito il degrado a Tor Bella Monaca. I palazzi arrivano fino a quindici piani e sono collegati da minuscole vie di accesso interne ai condomini. Diventano così fortini inaccessibili alle pattuglie di polizia. Traffico di stupefacenti, associazioni dedite a furti di veicoli di elevata cilindrata, presenza di latitanti, occupazione illegittima di case popolari sono i reati più diffusi.

La zona di San Basilio invece è storicamente interessata dalla commissione di reati, fra tutti il traffico di sostanze stupefacenti. Si tratta di un agglomerato di palazzine popolari dove i conti si regolano in strada. La droga non è l’unico problema: nel 2014 un tunisino ha puntato una pistola alla testa di un poliziotto prima di essere catturato; nella casa dei genitori sono stati trovati documenti sull’Isis.

Ma il degrado non cresce solo in periferia. Nel centrale Esquilino le comunità cinesi e bengalesi, insediate sul territorio, hanno cambiato i connotati dell’intera area, dove sono presenti strutture alberghiere abusive e si vendono prodotti contraffatti. Va aggiunto che la presenza della stazione ferroviaria accresce i problemi di sicurezza: il passaggio intenso di molte persone facilita la fuga dai controlli di polizia.

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