Decreto Cybersecurity: al via le audizioni nelle Commissioni

Il decreto Cybersecurity é arrivato in Commissione alla Camera. Dopo la recente introduzione del Decreto-Legge n.105 del 21 settembre 2019 recante “disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, sono iniziate nella giornata di ieri pomeriggio le audizioni  presso le commissioni Affari costituzionali e Trasporti della Camera per l’esame del testo di DDL di conversione.

Nel pomeriggio di ieri, per l’universo delle telco e delle aziende industriali operanti nel settore del digitale, sono state udite Assotelecomunicazioni e Confindustria Digitale, nonché gli attori istituzionali della Polizia postale e del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, rispettivamente rappresentati Nunzia Ciardi e Gennaro Vecchione. E’ stata altresì prevista la convocazione del Colonnello Cesare Forte, Direttore della direzione telematica del Comando generale della Guardia di Finanza ed anche dell’Arma dei Carabinieri. Coinvolte nell’iter di consultazione anche alcune aziende che rappresentano operatori di servizi essenziali, vale a dire Terna, Fastweb ed Enel, oltre, naturalmente, a Poste Italiane S.p.A.

Le audizioni alla Camera, in sede di esame del testo di DDL di conversione, si rivelano particolarmente importanti ove si consideri il ruolo centrale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha avocato a sé le attività di ispezione e verifica della compliance da parte dei soggetti pubblici, mantenendo in capo al Mise la vigilanza sui soggetti privati.  Pertanto, pur nella sua declinata centralità, la Presidenza del Consiglio potrà avvalersi dell’Agenzia per l’Italia digitale che, frattanto, viene “svuotata” del capitale umano previsto in copertura finanziaria, che viene dirottato alla Presidenza del Consiglio.

Strategica la norma sul golden power nel 5G

Nel testo del DL infatti è stata evidenziata la facoltà di esercizio dei poteri speciali da parte del Governo, attraverso  specifiche prescrizioni per la sostituzione di apparati e prodotti che risultano gravemente inadeguati sul piano della sicurezza, secondo le valutazioni del Centro di valutazione e certificazione nazionale (Cvcn) istituito presso il Mise e sulla base della disciplina regolamentare di successiva emanazione, a cui l’art. 3 espressamente rinvia.

Stringenti anche le dedlines

È infatti fissata nel DL in quattro mesi la scadenza per individuare le amministrazioni pubbliche, gli enti e gli operatori pubblici e privati che devono entrare a far parte del cosiddetto perimetro cibernetico, a garanzia della sicurezza di reti e servizi considerati “strategici”.  Inoltre, è di dieci mesi il termine per definire le procedure secondo cui i soggetti che fanno capo al perimetro notificano gli incidenti che hanno impatto su reti, sistemi e servizi.

Al Mise saranno attribuiti poteri ispettivi e sanzionatori per i settori dell’energia, delle infrastrutture digitali e dei servizi digitali e competerà inoltre la tenuta dell’elenco degli operatori dei servizi essenziali (OSE) rappresentando anche l’autorità di riferimento per i fornitori di servizi di comunicazione elettronica e l’organismo di certificazione e sicurezza informativa, presso cui è stato istituito il CVNC.

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