Bitcoin & Co.: le banche fanno proiezioni sull’impiego

Deutsche Bank ha pubblicato un corposo documento sui cambiamenti che potranno coinvolgere l’economia

Cosa ne pensano le banche delle criptovalute? Contrariamente a quello che si possa credere, le banche stanno seguendo Bitcoin & C. molto da vicino e da parecchio tempo, tanto che già ne fanno proiezioni sull’impiego per il futuro. Come già discusso qui su Ofcs.Report in un precedente articolo, la divisione ricerche della Deutsche Bank, una delle più importanti banche tedesche, ha pubblicato un corposo documento sui cambiamenti che potranno coinvolgere l’economia, l’industria, le tasse,  i sistemi di pagamento, il clima e tanto altro nel decennio 2020-2030. Un documento nel quale ampio spazio è stato dato anche alle criptovalute.

Per questo motivo vi presentiamo la traduzione del capitolo che è stato dedicato specificatamente a questo settore, che offre interessanti spunti per capire come potranno, Bitcoin & C, cambiare la società ed il nostro modo di vivere.  

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Erano in circolazione da un po’, ma è stato dal 2017 che le criptovalute hanno davvero guadagnato l’attenzione globale, quando il prezzo di un Bitcoin è salito a quasi $ 20.000. Quando all’inizio di quest’anno Facebook ha annunciato Libra, la criptovaluta per il suo nuovo sistema di pagamento, la notizia ha colpito tutti i livelli della società e della politica. E non c’è da stupirsi. Facebook, con la sua potenziale base di oltre 2 miliardi di utenti, ha un potenziale dirompente per l’industria dei pagamenti e portando l’uso delle criptovalute al grande pubblico.

Ma le criptovalute sono sempre state aggiunte, piuttosto che sostitute, al repertorio globale del denaro. Non sono riuscite a decollare come mezzo di pagamento nonostante i loro noti benefici, come sicurezza, velocità, commissioni minime per transazione, facilità di archiviazione e pertinenza all’era digitale.

Guardando al futuro, questa situazione potrebbe cambiare. Che dire se ad esempio uno dei GAFA [Google, Facebook, Apple e Amazon], o le loro controparti cinesi BATX [Baidu, Alibaba, Tencent e Xiaomi], fossero in grado di superare gli ostacoli normativi – il principale ostacolo al momento? 

A lungo termine, ciò amplificherebbe il fascino delle criptovalute, accelererebbe la loro adozione e darebbe loro il potenziale per eventualmente sostituire il denaro contante (vedere anche il capitolo relativo alla fine delle carte di credito in plastica, sempre nella stessa ricerca della DB).

Dal lato dell’offerta, i governi, le banche e le carte si stanno muovendo verso una società senza contanti

Governi, banche e fornitori di carte condividono almeno un obiettivo: l’eliminazione dei contanti. Mentre i governi sono più preoccupati di eliminare le banconote più grandi in circolazione poiché sono utilizzate principalmente per l’economia sommersa, le banche e i fornitori di carte stanno trovando il modo di favorire pagamenti più piccoli con le carte attraverso innovazioni tecnologiche, come i pagamenti contactless con gli smartphone.

La chiave è ciò che accade nei due paesi più popolosi del mondo. Fino ad ora, la Cina e l’India hanno vietato l’acquisto e la vendita di criptovalute. Ma le cose si stanno muovendo rapidamente. Alla fine di ottobre, il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato la blockchain come “un importante passo avanti per l’innovazione indipendente delle tecnologie di base”. Ha confermato l’intenzione della PBoC di sostituire i contanti con una valuta digitale emessa dalla banca centrale. L’obiettivo è sostenere la circolazione e l’internazionalizzazione dello yuan. 

I dettagli devono essere confermati, ma sembra che la valuta digitale potesse avere le seguenti caratteristiche:  i) le banche commerciali e la People’s Bank of China saranno gli unici emittenti; ii) la PBoC progetterà tutti i portafogli, possibilmente senza usare la blockchain. 

Con il sostegno del governo è probabile che i cinesi si muoveranno rapidamente per adottare la valuta digitale.

Anche in India il cambiamento sta arrivando. Nel 2016, nonostante la forte resistenza ai cambiamenti e la carenza temporanea di liquidità, il governo ha dichiarato che le banconote da 1.000 e 500 rupie non sarebbero più valide. E di recente, un gruppo economico governativo ha lanciato l’introduzione di una valuta digitale ufficiale con lo status di moneta a corso legale e regolata dalla Reserve Bank of India.

La domanda successiva riguarda il lato della domanda: quanto velocemente rivenditori e consumatori possono accettare il cambiamento?

Nel XX secolo, la maggior parte delle aziende e dei rivenditori ha accettato e favorito contanti per piccoli pagamenti. Oggi è abbastanza diverso. I pagamenti digitali sono preferiti dai rivenditori rispetto ai contanti per una serie di vantaggi sulla gestione bancaria, sui possibili furti ed altro.

Tali vantaggi superano il costo delle commissioni sulle carte di credito per le stesse transazioni. 

Il prossimo passo logico è un’alternativa al contante digitale che rimuove, o almeno abbassa, le commissioni aggiuntive che si prendono attualmente i fornitori di carte ?

Secondo una ricerca di Deutsche Bank – Data innovation group, quasi due terzi dei consumatori preferisce smaterializzare i pagamenti in contanti mentre un terzo è preoccupato per l’anonimato. Queste sono le due cose che le criptovalute fanno meglio.

Questo sondaggio ha analizzato i dati di oltre 3.600 clienti in Cina, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, e spiega perché il divario tra pagamenti fisici (contanti e carte di plastica) e l’effettivo comportamento dei pagamenti digitali, si sta riducendo.

L’adozione delle tecnologie di pagamento diventa sempre più veloce

Supponendo che i governi appoggino le criptovalute e che i consumatori le desiderino, i tassi di adozione guideranno la linea temporale per l’uso corrente. Il grafico seguente mostra i tassi di adozione dei portafogli blockchain con l’andamento storico dell’adozione di Internet. Siamo appena all’inizio ma, dopo aver aggiustato la scala, le curve appaiono simili. In effetti, se le attuali tendenze continuano, potrebbero esserci 200 milioni di utenti di wallet blockchain nel 2030.

Il futuro delle criptovalute

Le criptovalute devono superare tre ostacoli principali per diffondersi. In primo luogo, devono diventare legittime agli occhi dei governi e dei regolatori. Ciò significa portare stabilità al prezzo e apportare vantaggi sia ai commercianti che ai consumatori. Devono inoltre consentire una copertura globale nel mercato dei pagamenti. Per fare ciò, le alleanze devono essere forgiate con le principali parti interessate: app mobili come Apple Pay, Google Pay, fornitori di carte come Visa e Mastercard e rivenditori come Amazon e Walmart.

Se queste sfide possono essere superate, il futuro del denaro è a rischio. Ma sorgerebbero nuove sfide. Per cominciare, significherà basare un solido sistema finanziario interamente sul consumo di elettricità. Per prevedere una trasmissione regolare verso una piattaforma completamente digitalizzata, il sistema finanziario deve essere pronto a superare qualsiasi tipo di interruzione di elettricità o attacco informatico. I governi potrebbero avere sempre più bisogno di archiviare in modo sicuro il backup dei dati dei cittadini in un altro paese. L’Estonia, ad esempio, ha scelto il Lussemburgo per archiviare un backup completo dei dati del governo, compresi i dettagli sulla salute dei suoi cittadini, della popolazione, i registri delle imprese, nella cosiddetta “Data Embassy”.

Anche le catastrofi naturali, i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale sono questioni da affrontare. Sono rari ma possono essere paralizzanti. Nel 1989, il Quebec è stato colpito da un Blackout durato nove ore a causa di una tempesta solare.

Anche gli attacchi informatici stanno diventando più frequenti. Nel gennaio 2018, la piattaforma di scambio di criptovalute Coincheck, con sede a Tokyo, ha riferito che hacker avevano rubato l’equivalente di 400 milioni di sterline. Anche se le transazioni per molte criptovalute sono pubbliche, tutti i 523 milioni di monete digitali sono finite in conti anonimi.

Se guardiamo al decennio a venire, non sarebbe sorprendente se emergesse inaspettatamente una nuova forte criptovaluta. Alcuni paesi con industrie bancarie storicamente forti stanno sperimentando criptovalute. Viste da un altra angolazione, le criptovalute possono costituire lo strumento migliore per una guerra digitale. La domanda che ci si pone è quale paese trarrà vantaggio dall’essere il primo ad ottenere licenze e costruire alleanze. 

In questo caso, il confine tra criptovalute, istituzioni finanziarie e settori pubblici e privati può diventare incerto.

Marion Laboure & Anthony Chaimowitz 

[traduzione a cura di Marco Dal Prà]

(Per scaricare il documento completo clicca qui)

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Veneziano, anzi, Mestrino. Sposato. 5 figli. E' iscritto all'ordine dei Periti Industriali di Venezia dal 1986. Nello stesso anno ha programmato la sua prima automazione, un sistema (nel gergo, PLC) che gestiva una catena di imbottigliamento. E' così che ha iniziato il mestiere di programmatore nel mondo dell'automazione, attività che ha proseguito per circa 20 anni, in un settore in costante evoluzione, un lavoro che lo ha portato a muoversi sia in Italia che all'estero e con il quale ha potuto vedere numerose realtà industriali: dal settore cosmetico a quello delle motociclette, dalla gommapiuma alle centrali elettriche, dai metalli in polvere alle gru portuali. Sul finire degli anni '90 si è occupato prevalentemente di automatizzare gli impianti di musei ed edifici pubblici, compresi sistemi di sicurezza e relativi protocolli di comunicazione. Nel 2006 si è spostato nel settore della progettazione di grandi centrali di produzione elettrica da fonti rinnovabili. Nel 2007 ha iniziato a pubblicare, a titolo gratuito, anche articoli e guide sull'energia e sull'automazione. Nello stesso periodo, forte della sua esperienza nelle reti, è anche entrato a far parte dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose, con la quale ha presentato all'Autorità per l'Energia proposte di revisione delle tariffe elettriche, acqua e gas, proposte che gradualmente sono entrate a far parte delle bollette che ricevono tutte le famiglie italiane. Dal 2012 ha cominciato ad interessarsi a temi attinenti all'economia, materia che nel 2015 gli ha portato a scoprire l'esistenza di Bitcoin, un protocollo che ha molti punti in comune con le sue competenze nel mondo dei controllori industriali. Dal 2017, parallelamente al suo lavoro di professionista nell'impiantistica industriale, pubblica articoli sul tema criptovalute, sia per difendere i cittadini da truffe e iniziative fraudolente, sia per far comprendere la nuova tecnologia sottostante alle Blockchain.

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