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Brexit: primi preoccupanti segnali dal settore occupazionale

Nel Regno Unito calano gli ingressi di cittadini dell’Ue

a cura di Sara Novello

Il Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD), riporta il dato statistico basato su un’indagine svolta su un campione di 2.001 datori di lavoro in relazione al netto calo del numero di candidati per posti vacanti che sta spingendo molte aziende ad aumentare i salari per accaparrarsi i migliori talenti. Il numero di persone che si spostano nel Regno Unito da altri paesi dell’Ue è aumentato solo di 7.000 unità tra il 2017 e il 2018, rispetto ad un aumento di 148.000 registrato tra il 2016 e il 2017.

Il rapporto afferma che la richiesta di lavoro rimane alta, ma l’offerta non riesce a tenerne il passo contribuendo ad una crescita dei salari per i lavoratori stimata a circa il 2% per il prossimo futuro. Negli ultimi tre mesi, il saldo netto dell’occupazione è leggermente diminuito a +23% dal +26 nel 2018 e la crescita dell’occupazione è destinata a essere particolarmente forte nel campo del business services (+ 37), dei trasporti (+ 38) e delle imprese di costruzione (+ 38). Esaminando le regioni, la fiducia nell’occupazione è più alta a Londra (+31), nel sud ovest dell’Inghilterra (+30) e la più bassa nel nord est dell’Inghilterra  (+10) e West Midlands (+13), con la Scozia, la media UK corrisponde a circa il + 23%.

Gerwyn Davies del CIPD, ha affermato: “I dati ufficiali più recenti dimostrano che c’è stato un rallentamento significativo del numero di cittadini dell’Ue intenzionati a venire a lavorare nel Regno Unito durante lo scorso anno. Questo sta alimentando sfide crescenti nel reclutamento e nel mantenimento delle eccellenze professionali specialmente nei settori che storicamente hanno fatto affidamento sul lavoro di personale non-UK”.

Alex Fleming del Gruppo Adecco, storica ed importante agenzia interinale, ha aggiunto: “Con l’elevata incertezza inerente i permessi e le relazioni future tra Gran Bretagna e il resto del mondo stiamo vivendo una carenza di offerta di talenti in un mercato ancor più competitivo. In questo scenario la pressione è sui datori di lavoro i quali sono alle prese non solo con ristrutturazioni aziendali in tema strategico ma anche nel definire i piani di assunzione post Brexit. Registriamo un significativo incremento degli stipendi offerti accompagnati da attraenti ed ulteriori vantaggi economici e professionali.”

“I cittadini dell’Ue – ha dichiarato un portavoce del governo –  possono apportare un contributo enorme alla nostra economia e siamo stati chiari fin dall’inizio di questo processo nel volere che questi cittadini e le loro famiglie siano in grado di rimanere nel Regno Unito che continuerà ad essere aperto alle professionalità ed alle eccellenze. Metteremo in atto un sistema di immigrazione che offrirà non solo un rigoroso controllo su chi arriva in Gran Bretagna, ma permetterà l’accoglienza a coloro che vorranno lavorare sodo e contribuire alla ricchezza della Nazione”.

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