Cosa succederà nella sfida italiana all’Unione europea? 

Da anni sotto attacco dell’asse franco-tedesco

a cura di Marco Rocco

Oggi vediamo l’Italia finalmente difendere i propri interessi socio-economici nei confronti dell’Unione europea. Abbiamo innanzi diverse opzioni con rispettivi risvolti, analizziamoli.

Prima di tutto vediamo il contesto: l’Italia, il miglior alleato Usa nell’Ue, è sotto attacco da anni in quanto pietra miliare per il raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione franco-tedesca: spodestare gli Usa dal ruolo di dominus, quanto meno regionale, nel Vecchio Continente, sebbene il piano sia ben più vasto e veda saldati gli interessi di Cina, Ue franco-tedesca, solo in minima in parte Russia (in ambito esclusivamente difensivo) e le elites mondiali alla disperata ricerca di un modo per far pagare “ad altri” l’enorme accumulo di ricchezza degli ultimi 15 anni.

E’ chiaro che l’Italia sia stata sotto attacco premeditato e concordato da parte del blocco francese e tedesco in Europa dal 2010 in avanti. Per verificarlo basta rilevare i tre sintomi critici: la contemporaneità, la convergenza e la persistenza degli obiettivi e delle azioni. Declinatelo nell’attacco a Gheddafi e alla Libia del 2011, nell’invasione senza difese dei migranti o nell’asimmetria economica a svantaggio dei periferici, sempre una costante, nel caso specifico costantemente a svantaggio italiano.

Aggiungiamoci la necessaria considerazione del metodo applicato, il solito metodo coloniale: al di fuori dell’artifizio usato per estrarre ricchezza dai paesi considerati appunto “colonie”, (stiamo parlando del blocco francese e blocco tedesco, gli ex imperi coloniali centro europei, oggi saldati come al tempo di Vichy) (…), principalmente il fine viene raggiunto corrompendo i governanti dei paesi “obiettivo” per far loro prendere decisioni contrarie all’interesse delle loro rispettive popolazioni. La storia è costellata di esempi del genere, nel caso della Francia quasi sempre tragici; basti pensare ad un caso contemporaneo, quello dell’algerino Bouteflika da anni “Presidente malato” e residente dorato a Parigi, mentre la sua gente fa quasi la fame (per l’Italia possiamo forse annoverare tra i cooptati anche una certa magistratura, ad esempio quella che per evitare gli strali di legge si iscrive regolarmente alla massoneria francese, …, la stessa che ha architettato la conquista di Montedison 15 anni fa per intenderci).

Parallelamente va considerata la legnosità dei processi europei, ossia una volta intrapresa un’azione o imparata una lezione, a livello Ue per deviare ci vuole molto tempo. Ad esempio la Germania ha capito che agli italiani basta incensarli mediaticamente, dire che hanno ragione ecc., per poi poter agire nei fatti perfettamente al contrario: nella maggioranza dei casi – avendo dalla propria parte i media – il popolino votante non se ne accorge.

Oggi il governo giallo-verde in Italia ha dato il segnale necessario e richiesto dagli Usa di discontinuità col passato (recente) e con l’Ue in particolare; da Washington ha ottenuto la protezione di fatto, no ingerenze sul suolo italico, tanto da far proferire a Macron le dure parole – dense di significato per l’Italia – “…, Donald, tu non sarai presidente per sempre…”.

Ci troviamo dunque alla verifica della tenuta del governo italiano: solo frasi di supporto verbale all’Italia sui migranti, in realtà nessuna concessione materiale dall’Ue in quanto i migranti continua a non volerli. Dunque, mi aspetto che prima Bruxelles proverà con i metodi “light”, il doublespeak di orwelliana memoria, mediaticamente si dice una cosa e poi se ne fa un’altra. Ad esempio sui migranti: la bozza preparata per l’Italia non cambia di una virgola la sostanza del passato, i migranti devono essere lasciati in Italia senza possibilità di fuga nel centro Ue. Poi si passerà al baratto, “tu Italia tieni tutti i migranti ed io ti permetto sforamenti di deficit e/o ti pago per tenerli”. Il problema è che se si è pagata la Turchia 3.7 mld euro/anno per contenere centinaia di migliaia di migranti difficilmente tale cifra basterà all’Italia. I tedeschi in particolare non sono avvezzi ai metodi spicci, quelli per cui – ad esempio – l’Italia pagò ben 20 mld di dollari a Gheddafi i danni di guerra, tutto sommato un affare per Roma, tanto da segnare la vita del Rais.

Il punto sta in cosa succederà dopo: Germania e Francia potranno e/o vorranno pagare molti soldi per convincere l’Italia a tenersi i migranti? Che so, 2% di deficit aggiuntivo annuo per i prossimi 5 anni sommati a, che so, 20 mld di euro annui di prebenda al paese? Secondo chi scrive vorranno ma non potranno, specialmente i tedeschi causa opinione pubblica.

Or dunque, le opzioni si riducono a due: la prima, l’Ue franco-tedesca prende tempo, precisamente 6 anni aspettando che Trump decada per poi porre fine alla creatura anglosassone ottocentesca nel Mediterraneo, l’Italia, limitando nel mentre i danni in termini di concessioni che, come nel caso greco, non dovranno mai essere strutturali (nessun taglio del debito per intenderci, lo scopo dei colonialisti resta sempre lo stesso, far accumulare debito dalle colonie per poi usarlo come arma di ricatto). Vedremo se la popolazione – soprattutto tedesca – accetterà tale cambiamento di indirizzo imposto dalle contingenze.

La seconda opzione è sfidare gli Usa a tutto tondo e andare quindi anche contro all’Italia destabilizzando il governo filo Trump attuale, alla fine la battaglia è la stessa. Come? O con attentati o con attacchi giudiziari o con attacchi finanziari o – più propriamente – con contrapposizioni a livello Ue. O magari anche con pressioni – non realiste in verità – militari, ad esempio accumulando truppe ai confini con l’Italia, come Parigi sta facendo da tre mesi circa. E magari dando la Legion d’Onore all’ex comandante del fronte occidentale alpino, la Taurinense.

Quello che l’Italia non coglie è che comunque vada, ci saranno forti destabilizzazioni: infatti se anche il governo giallo-verde dovesse (stupidamente) accettare concessioni economiche per 6 anni questo agli Usa di Trump non andrebbe bene, con tutti gli annessi e connessi oltre a considerarlo un tradimento (…) . Ed in ogni caso va notato che per l’Italia accettare il 2% supplementare di deficit per 6 anni non cambierebbe assolutamente la sostanza, l’Italia a termine sarebbe comunque economicamente morta in un contesto in cui l’Ue necessita di impadronirsi dei beni italici per superare la crisi attuale.

Resta l’arma atomica, rinegoziare i trattati Maastricht, fiscal compacte addirittura permanenza nell’euro se il caso, passando per l’introduzione di una valuta parallela che ne assorba in gran parte gli effetti pratici. Vedremo se il governo italiano sarà sufficientemente forte e preparato per questa immane sfida, che dovrà vedere schierato a supporto anche il deep state nazionale (amministrazione pubblica e soprattutto ministeriale), la vera spina nel fianco del Paese.

Articoli suggeriti