Boldrini si ‘cimenta’ in una lezione di diritto … a Nordio

farmacia di turno

da Eques

L’arroganza e la protervia non hanno limiti su ben determinati palinsesti e relativi conduttori che, se poi hanno pure un qualche titolo, vero o fasullo che sia poco importa, apriti cielo. Talmente innamorati di sé stessi e delle loro parole, da perdere la dimensioni del reale … Arrivano a cimentarsi e persino pensando di trattare alla pari, con autorità riconosciute  e in settori di cui hanno, forse, solo orecchiato qualcosa … e ovviamente non capito nulla.

Spesso, come in questo caso, con la complicità, diversamente non potendosi definire gli interventi di quella tale, che fortunatamente fino a pochi mesi fa non sapevo esistesse, conduttrice di un programma televisivo che, per non farle pubblicità, neppure indico. Costei, quando quel che dice l’ospite non è di suo gradimento o anche quando non capisce, ho notato che interviene prontamente, talvolta togliendo la parola all’inopportuno ospite che esprime concetti da lei non graditi, talaltra mandando la pubblicità. Ovvero, infine, non fermando gli ospiti a lei invece graditi che, come sempre quando si trovano in difficoltà, sono pronti a mostrare il loro concetto di educazione, interrompono chi sta parlando.

Così è accaduto anche al Dott. Nordio che, trovatosi come interlocutrice quel personaggio, difficilmente definibile, che è l’ex Presidente (e non presidenta) della Camera dei Deputati, che nonostante stesse esprimendo il suo, per me assolutamente condivisibile parere tecnico, ha dovuto subire di essere interrotto.

Ora, tralasciando la maleducazione (se non lo sa, sarà il caso di rimarcarlo, interrompere una persona che sta parlando è semplicemente maleducazione), c’è da dire che questa individua (così è contenta pure lei con la “a” finale), non ha minimamente pensato che si è andata a cimentare su qualcosa rispetto al quale ha evidenziato tutti i suoi limiti. Di diritto! Aborrisco certamente la censura, ma un qualche rimedio pure si deve trovare però per impedire, oltre allo scempio della lingua italiana, che si debba subire tale protervia. Per cui, una prece rivolta a chi può: fate qualcosa!

 

 

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