Anonymous: “Ecco come lo Stato italiano tradisce i suoi militari”

I documenti ‘bucati’ dagli hacker che mettono a rischio le forze dell’ordine

farmacia di turno

Tra i documenti che Anonymous ha portato via durante l’ultimo assalto a siti istituzionali, tra cui il ministero della Difesa, dell’Interno e Palazzo Chigi, ci sono documenti  a rischio per la sicurezza delle forze dell’ordine. Del resto, è lo stesso gruppo di hacker che nella sua rivendicazione  si beffa delle istituzioni: “Per l’ennesima volta lo Stato italiano tradisce ed imbarazza i valori dei nostri militari che hanno giurato di difenderlo. Ma difendere chi? Difendere i propri cittadini o un governo che imbarazza le stesse forze di difesa?”. Quello che sconvolge, inoltre, non è solo la divulgazione di materiale che viola anche la privacy di alcuni soggetti, quanto la possibilità che i sistemi di sicurezza informatica di siti governativi siano così vulnerabili. 

Tra questi, in particolare, è da segnalare l‘ordinanza della Questura di Roma in cui si predispongono i servizi delle forze dell’ordine durante lo scorso fine settimana (11 e 12 novembre). Proprio sabato 11 il gruppo di hacker ha ‘bucato’ il sito del ministero dell’Interno divulgando quel documento (come altri), in cui era messo nero su bianco il piano sicurezza nella Capitale che sarebbe servito anche a garantire l’ordine pubblico. Dalle manifestazioni in alcune scuole a quelle di piazza, una serie di eventi su cui la Questura aveva lavorato per predisporre un’adeguata gestione e garantire la sicurezza, sono andati in fumo. Insomma, un aiuto non indifferente all’eventuale malintenzionato di turno con l’esposizione delle forze dell’ordine a possibili pericoli. Come quelli a cui sono esposti quei poliziotti e militari i cui dati personali sono online dopo l’hackeraggio: indirizzo, numero di telefono, documento di identità e busta paga. Un mare di informazioni che possono danneggiare gravemente le vittime in questione.

Ma non solo. Tra i documenti che Anonymous ha tra trafugato c’è anche un foglio del ministero dell’Interno con un elenco di nomi e numeri di telefono dei partecipanti ad una missione in India e Paesi Arabi. 

 

 

 

 

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