Cyberbullismo, vittime e carnefici: ecco il decalogo per i genitori

Osservatorio Adolescenza: “Sbagliato sminuire, ma anche rispondere con la violenza”

L’ultima “ragazzata” in ordine cronologico si chiama Blue Whale. Una sfida trash in 50 terribili tappe: dalle notti insonni a vedere film horror, fino ad atti di autolesionismo e macabre uccisioni di animali, per arrivare all’ultima orribile prova: gettarsi nel vuoto dal tetto di un palazzo. Il tutto in diretta web, sfruttando la finestra dei social per compiere gesti da condividere ed emulare. Una moda nata nel 2013 in Russia che starebbe prendendo piede anche in Italia, anche se sono in molti a bollarla come una fakenews.

maestre violente

Mentre in Italia il Parlamento batte un colpo approvando la legge sul cyberbullismo, in rete esperti del settore forniscono consigli e istruzioni per i genitori. È il caso di Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio nazionale adolescenza, che ha messo appunto un decalogo destinato ai genitori che intendono imparare a cogliere i segnali lanciati da vittime e carnefici del cyberbullismo.

COME SCOPRIRE SE IL PROPRIO FIGLIO È UNA VITTIMA. La prima cosa da fare quando ci si trova dinnanzi a un figlio in difficoltà è mettersi all’ascolto. “I cambiamenti possono essere anche microscopici, non per forza evidenti”, sostiene la dottoressa Manca. Cambiamenti dell’umore, abitudini capovolte, paura di guardare tv, ansia nel ricevere le notifiche sui telefonini. E allora, come comportarsi quando il figlio racconta di essere stato preso di mira in rete o escluso dalle chat di gruppo? Il primo errore da non commettere è sottovalutare la situazione o, al contrario, avere reazioni esagerate di rabbia o di allarme che andrebbero solo a sovraccaricarlo ulteriormente. Fondamentale raccogliere tutte le tracce del cyberbullismo e, se necessario, rivolgersi alla Polizia.

COME RICONOSCERE SE IL PROPRIO FIGLIO È UN CYBERBULLO? I segnali in questo caso sono solo apparentemente più evidenti. Parliamo di ragazzi che amano spesso fare scherzi di cattivo gusto, violenti o prese in giro maleducate. Il cyberbullo usa termini offensivi e dispregiativi, è perennemente collegato sui social e fa di tutto per tenere i propri genitori all’oscuro delle sue attività online. Sono ragazzi che, probabilmente, vivono sempre al limite: fumano, bevono alcolici, sono imprudenti alla guida, hanno problemi a scuola, alzano le mani anche per gioco e tentano di sopraffare tutti a casa. Come comportarsi quando si scopre che il proprio figlio è un cyberbullo? Per rispondere a questa domanda l’Osservatorio Adolescenza ha messo a punto un decalogo di consigli utili per i genitori.

  1. NON ABBIATE PAURA DI VEDERE LA REALTÀ DELLE COSE. Spesso i genitori si giustificano con frasi del tipo: “non può essere mio figlio”, “non farebbe mai queste cose”, “stanno esagerando”. Non fate l’errore di attaccare la scuola o gli altri ragazzi, cercando di difendere vostro figlio a tutti i costi, colpevolizzando gli altri: bisogna assumersi la responsabilità da genitore e intervenire altrimenti non si fa altro che deresponsabilizzarlo.
  2. NON FATEVI STRUMENTALIZZARE. I cyberbulli sono spesso intelligenti, furbi e sono in grado di manipolare gli altri, facendo credere qualcosa che in realtà non è: tendono a negare, cancellano le tracce sui dispositivi elettronici e sminuiscono i loro comportamenti, trovando giustificazioni e dando la colpa agli altri.
  3. NON GIUSTIFICATE I SUOI COMPORTAMENTI. Bisogna cercare di capire cosa lo porta a mettere in atto certe azioni e intervenire per arginarle, così che non incorra anche in sanzioni, sospensioni, fino alle denunce per reato.
  4. NON SMINUITE E NON RESTATE A GUARDARE. Attenzione a non sottovalutare, pronunciando frasi come “devono cavarsela da soli” oppure “se l’altro non è in grado di difendersi è un problema suo”. Ricordatevi che certe sopraffazioni non si possono considerate “ragazzate” perché devastano la psiche di una vittima e, in alcuni casi, possono portare anche al suicidio.
  5. NON RISPONDETE ALLA VIOLENZA CON LA VIOLENZA. Picchiarlo non è sicuramente un intervento efficace, perché la prenderebbe come una sfida in un’escalation di aggressività continua. Cercate piuttosto di capire cosa potete cambiare nella relazione con lui.
  6. INSEGNATEGLI A PRENDERE CONSAPEVOLEZZA DELLA GRAVITÀ DELLE SUE AZIONI. Il cyberbullo non riconosce l’entità dei suoi comportamenti, cerca sempre di minimizzare dicendo che sta giocando, che è uno scherzo o che l’altro se lo merita. Il genitore deve intervenire e fargli capire che un gioco è diverso da una prevaricazione.
  7. MONITORATE LE SUE AZIONI IN RETE. Iniziate a controllare quello che fa online, a spiegargli i rischi e le conseguenze dei suoi comportamenti, ciò a cui può andare incontro e gli esiti devastanti che può provocare. Fategli capire che certi comportamenti sono un reato e che dall’altra parte rischiano di istigare al suicidio una persona presa di mira.
  8. SIATE AUTOREVOLI. Non reagite con insulti o punizioni perché non sortirebbero gli esiti sperati, anzi sarebbero vissuti come un’ulteriore frustrazione, un’ingiustizia che lo porterebbe ad accanirsi ancora di più con le vittime. Bisogna essere fermi e diretti, rivolgendosi a lui con tono autorevole e sanzionatorio, mostrando il vostro dissenso: deve capire che non vi può manipolare, che non condividete ciò che fa, che è un comportamento grave e dannoso.
  9. SPOGLIATELO DEL SUO RUOLO. Il cyberbullo è in costante ricerca di un ruolo, di riconoscimento e di approvazione. Bisogna spogliarlo del ruolo che si è costruito nel tempo anche grazie al rinforzo, nelle chat e sui social, del gruppo dei sostenitori e fornirgli gli strumenti per interagire con gli altri attraverso un’altra modalità.
  10. LAVORATE SUL SENSO DELL’ALTRO. Si tratta di ragazzi che non hanno il senso dell’altro per cui, si nascondono dietro uno schermo e non si rendono conto che certi comportamenti possono devastare, che dall’altra parte c’è una persona in carne ed ossa con delle emozioni. Dovete, quindi, accompagnarlo e aiutarlo a sviluppare l’empatia, cioè il mettersi nei panni degli altri, il senso morale e la responsabilità.

@PiccininDaniele

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