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I Granatieri di Sardegna ricordano il Duca di San Pietro

La più antica specialità dell’Esercito rinnova per la 243^ volta la storica tradizione

L’antica tradizione, tramandata dai Granatieri di Sardegna eredi in linea diretta dell’antico Reggimento di Sardegna, nato dalla fusione del Reggimento Guardie e dei Cacciatori di Sardegna, rappresenta la sintesi di virtù e tradizioni perpetuate dai soldati di oggi in cui risiedono i valori indissolubili dei loro predecessori.

Alla presenza del Capo di SME e di diversi rappresentanti politici e militari e tra le quali il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari del Consiglio Supremo di Difesa, Generale Rolando Mosca Moschini, il Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), Generale di Corpo d’Armata Massimiliano Del Casale, nonché decano della specialità, del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa  Generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano, e di numerosi ex Comandanti , si è svolta stamane presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma, la messa in suffragio del Duca Alberto di San Pietro officiata dal Vicario Generale dell’Ordinariato Militare per l’Italia, Mons. Angelo Frigerio.

La cerimonia ha visto, inoltre, la partecipazione dei familiari discendenti in linea diretta di Don Alberto Genovese, a dimostrazione di un attaccamento ad una tradizione ultracentenaria che trae le sue origini da Don Bernardino Antonio Genovese, patrizio sardo, padre di Alberto, che il 10 luglio 1744, costituì in Cagliari, a sue spese, il Reggimento di Sardegna col fine di garantire la sicurezza dei coloni appena approdati sull’isola di San Pietro, prospicente le coste sarde. Nel 1776, suo figlio donò al Reggimento 120.000 lire vecchie di Piemonte fissando l’uso della loro rendita in apposita scritta “testamentaria” per la costituzione e la successiva manutenzione della musica reggimentale, nonché per aiutare le vedove dei soldati caduti. Dispose, altresì, che venisse celebrato: “perpetuamente… anniversario in suffragio ed in memoria di esso, Sig. Duca Alberto, nel giorno anniversario della di Lui morte”.

Il perpetuarsi della storica tradizione evidenzia come i soldati siano portatori dei più sani valori che hanno permeato la storia della nazione, e come la volontà del Duca di San Pietro nel porre il soldato e la sua famiglia al centro del suo testamento sia ancora oggi una priorità dell’Esercito.  

I “Granatieri” di oggi, inquadrati nella più antica unità d’Europa, forti dei loro 360 anni di storia sono rimasti sempre in prima linea nell’assolvere i loro compiti durante tutta la storia d’Italia sino ai giorni nostri. Nel recente passato sono stati impiegati più volte nell’ambito della missione Unifil ed hanno contribuito quasi ininterrottamente con la loro presenza all’Operazione Strade Sicure. 

Inoltre, oggi i “Granatieri” rappresentano una delle unità inserite nel Programma Siat (Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre), finalizzato all’evoluzione dell’addestramento dei soldati in differenti contesti operativi, utilizzando un avanzato sistema di simulazione e moderne tecnologie che garantisce alti standard di tutela ambientale e per il soldato sicuro. 

Comunicato stampa

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