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Mafia nigeriana al Cara di Mineo: sgominata cellula

Sono stati eseguiti 19 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti consociati alla gang denominata ‘Vikings’

Una cellula della mafia nigeriana con base all’interno del Cara di Mineo. Associazione mafiosa, traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e violenza sessuale aggravata, sono i reati ipotizzati dalla procura di Catania che ha emesso 19 provvedimenti di fermo a carico di altrettanti nigeriani.

In concomitanza con i dibattiti, le polemiche e i raid pubblicitari di alcuni parlamentari sulla Sea watch 3, dunque, rispunta la questione del Cara di Mineo, il più grande centro il più grande centro immigrati d’Europa. Difeso a spada tratta da una sinistra irresponsabilmente immigrazionista e negli anni oggetto di polemiche, interrogazioni parlamentari e allontanamenti non di stranieri ma di poliziotti che da anni ne denunciavano le condizioni, la struttura al momento ospita 1.357 persone, contro le 2.585 registrate nello stesso periodo dell’anno scorso.

Le indagini

La polizia di Stato, su delega della Dda di Catania, ha sgominato una cellula della mafia nigeriana di matrice cultista, con base proprio all’interno del Cara di Mineo, dedita al traffico internazionale di stupefacenti e violenze sessuali con l’aggravante dell’associazione di tipo mafioso. Sono stati eseguiti 19 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti consociati alla gang denominata ‘Vikings’ o ‘Supreme Vikings Confraternity’. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Catania, hanno consentito di risalire alla composizione dei ruoli e della struttura della banda che operava in provincia di Catania imponendo la propria egemonia scontrandosi con i gruppi rivali per assumere il controllo del territorio e l’assoggettamento omertoso degli altri stranieri presenti nel centro di accoglienza.

Salvini: “Entro l’anno la struttura chiude”

In merito all’esecuzione dei fermi, il ministro degli interni, Matteo salvini, ha dichiarato che “più grossi sono i centri più facile é che si infiltrino i delinquenti. Io sono per la politica dei piccoli centri, più controllati, più trasparenti e che costano di meno. Quindi chiuderemo Mineo in Sicilia, che é il più grande in Europa, l’obiettivo é entro quest’anno”.

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