Pirateria Turca: Erdogan ride e si fa beffe dell’Europa

Alfano cerca una soluzione “concordata”

Vedete questo quadro?

 

Si trovava in un albergo della Sardegna e celebrava la liberazione dei Sardi dal giogo delle incursioni dei pirati barbareschi, terminate solo nell’ottocento. La Turchia ha preteso che fosse censurato.

Dopo secoli di guerra di Corsa che sembrava terminata la Turchia ha ripreso le sue vecchie abitudini. Del resto Erdogan è chiamato “Il Sultano” non in modo causale. Vittime dell’aggressività di Ankara sono, come sempre, i popoli confinanti e l’Italia.

Prosegue, anzi si allarga il braccio di ferro con l’Eni e con l’Europa legato ai sondaggi nella ZEE di Cipro. Riassumiamo: seguendo le norme internazionali Cipro, paese membro dell’Unione Europea, definisce una propria Zona Economia Esclusiva, tra l’altro molto inferiore rispetto ai parametri massimi e, in collaborazione con l’Eni, inizia un’esplorazione alla ricerca di probabili giacimenti di idrocarburi. Infatti viene trovato un buon giacimento per il valore minimo di 500 milioni di dollari. Un ottimo risultato, ma mentre la piattaforma Eni si spostava nel blocco 3 per proseguire le esplorazioni veniva bloccata dalla marina militare turca.

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