Roma Tiburtina: cosa sappiamo dell’aggressione al vigilante

Al momento sarebbero sconosciute le ragioni del gesto

Non sono ancora chiari i contorni dell’aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri alla stazione di Roma Tiburtina da parte di uno straniero contro una guardia giurata in servizio. Al momento si escluderebbe la pista del terrorismo, ma gli accertamenti degli investigatori sono ancora in corso.

Sconosciute le ragioni del gesto

Al momento sono sconosciute le ragioni del gesto dello straniero, ma é già filtrata l’indiscrezione secondo la quale il congolese avrebbe sofferto di problemi psichici. Nei confronti dell’uomo, però, sono in corso indagini della Digos per accertarne l’identità e gli eventuali collegamenti con il mondo criminale o del terrorismo. Sono in corso di acquisizione anche le registrazione dei filmati delle telecamere di sorveglianza della stazione allo scopo di ricostruire i movimenti del congolese e l’esatta dinamica dell’azione. Le indagini, coordinate dal procuratore reggente Michele Prestipino, non sono ancora state assegnate ad alcun Pool in attesa dei riscontri agli accertamenti degli investigatori.

La ricostruzione dei fatti

Il bilancio di quanto accaduto è pesante. Il vigilante, un 53enne, versa in gravi condizioni al policlinico Umberto I con profonde ferite al collo. Mentre l’aggressore, un 21enne congolese, dopo aver sottratto la pistola alla vittima è rimasto ucciso da un colpo d’arma da fuoco alla testa, non è chiaro se partito accidentalmente durante la folle corsa nei sottopassi della fermata della metro o intenzionalmente a scopo suicida. La ricostruzione dei fatti parla di un extracomunitario che, insieme ad altri connazionali, era solito sostare nei pressi della scalinata di accesso alla linea B della metropolitana adiacente la stazione Tiburtina. Il 21 enne è stato notato avvicinarsi ai tornelli di ingresso alla pensilina della fermata quindi, dopo avere estratto un coltello, avrebbe sferrato alcuni fendenti al collo della guardia giurata che lavora nella società ‘Urbe’ addetta al controllo dell’accesso. Successivamente lo straniero avrebbe sfilato la pistola dalla fondina del vigilante e avrebbe imboccato correndo uno dei tunnel di uscita. A questo punto i contorni sono oscuri. I viaggiatori raccontano di avere udito distintamente un solo colpo di pistola e visto l’uomo in fuga a terra privo di sensi e con una copiosa perdita di sangue dal capo. La segnalazione al 112 è stata fatta da un passante che ha riferito che “un ragazzo si è tolto la vita nel sottotunnel della metro. Ha ancora la pistola in mano”. Immediato l’intervento delle volanti della Questura e delle ambulanze che hanno provveduto al trasporto della guardia giurata al pronto soccorso del policlinico Umberto I in codice rosso, mentre gli agenti della polizia cinturavano la zona per accertare la presenza di eventuali complici del congolese.

Le condizioni del vigilante 53enne sono apparse subito gravi anche se, in serata, i medici comunicavano che l’uomo era cosciente e non versava in pericolo di vita.

 

 

Articoli suggeriti