Scontri Torino: arresti nel centro sociale Askatasuna

Sono 19 gli attivisti sottoposti a varie misure cautelari per le violenze del 1°maggio 2017

Sono 19 le misure cautelari emesse dal sostituto procuratore Antonio Rinaudo della Procura di Torino che la Digos ha eseguito nei confronti di altrettanti appartenenti al centro sociale Askatasuna del capoluogo piemontese. I provvedimenti  si riferiscono alle indagini sugli scontri avvenuti a Torino il 1°maggio 2017, nei pressi di piazza San Carlo, quando un gruppo di violenti tentò ripetutamente di entrare nella piazza dove aveva luogo il comizio dei sindacati in occasione della festa dei lavoratori.

I fatti del 1 maggio 2017

Le forze dell’ordine, dopo un nutrito lancio di sanpietrini, fumogeni e petardi furono costrette a contenere e respingere il gruppo di facinorosi con alcune cariche durante le quali si registrarono diversi feriti tra gli agenti. Il lavoro degli investigatori della Questura ha portato alle identificazione dei promotori dell’azione violenta e dei protagonisti dei disordini sul conto dei quali sono state eseguiti 9 provvedimenti restrittivi agli arresti domiciliari e 6 obblighi di dimora. Durante l’operazione di polizia sono state perquisite le abitazioni di altri componenti del centro sociale, mentre la sede di Askatasuna è stata blindata da un imponente schieramento di agenti.

I destinatari dei provvedimenti

Le misure cautelari hanno rigurdato, tra gli altri, Giorgio Rossetto, 56 enne e Andrea Bonadonna di 42 anni, e la ventiseienne Alice Scavone, tutti nomi già noti alle cronache in relazione al centro sociale Askatasuna e dello “spazio Neruda”. Altre 14 persone risultano indagate a piede libero nel contesto del medesimo procedimento penale mentre, durante le perquisizioni effettuate presso la sede del centro sociale torinese, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro tre manici di piccone tagliati ed avvolti in un drappo rosso, una mazza da baseball, una roncola di ferro, tre coltelli di grosse dimensioni, di cui uno a scatto.

La solidarietà dei “compagni”

Ai soggetti colpiti dai provvedimenti è andata la solidarietà dei compagni espressa sui social network. “Grossa operazione repressiva”, “Appello ad accorrere tutti sotto l’Aska. Enorme dispiagamento di forze dell’ordine davanti all’Aska”, recitano alcuni post pubblicati. Ma anche: “Le veline di Questura, riprese dalle agenzie di stampa, parlano di 19 misure cautelari di vario genere (9 gli arresti domiciliari) per relative alle cariche poliziesche, e alla resistenza dello spezzone antagonista torinese, il 1 maggio 2017, quando a centinaia di compagne-i si cercò di impedire di entrare nella centrale piazza San Carlo, a….’protezione’ dei comizi confederali e dei partiti (Pd in testa)”. Una lotta intestina-le, quindi…

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