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Sindacati militari: il testo del Pdl torna in commissione Difesa

Sinafi: “Le nostre proteste hanno colto nel segno”

“La scelta fatta dalla Camera dei Deputati oggi pomeriggio di restituire il testo votato la settimana scorsa, della PDL 875 Corda ed abbinati, alla Commissione Difesa, dimostra che le giuste proteste portate avanti nei giorni scorsi dal Sinafi e dalle altre sigle sindacali militari riunite in un unico cartello composto dalla quasi totalità dei rappresentanti dei cinque corpi, hanno colpito nel segno”. É quanto dichiara Eliseo Taverna Segretario Generale del Sinafi, Sindacato nazionale finanzieri, in merito all’iter della proposta di legge sui sindacati militari. A seguito delle forti proteste di alcune associazioni sindacali, tra cui il Sinafi, sfociate anche nell’invio di una lettera al Capo dello Stato, ai Ministri della Difesa e dell’Economia ed al Presidente del Consiglio, l’assemblea della Camera dei Deputati, oggi pomeriggio, su proposta della relatrice del provvedimento, l’onorevole Emanuela Corda, ha votato a maggioranza di restituire alla Commissione Difesa il testo base della PDL 875 sulla sindacalizzazione del mondo militare, licenziato le settimane scorse per le modifiche necessarie.

“Dopo le lettere che abbiamo inviato al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio ed ai Ministri della Difesa e dell’Economia le settimane scorse – ha aggiunto Taverna – abbiamo deciso di organizzare la prima manifestazione di piazza per la prima decade di giugno per denunciare pubblicamente la grave stortura che le forze di Governo stanno mettendo in atto in merito al riconoscimento della libertà sindacale per i finanzieri e per i militari in genere. Questa scelta di oggi della Camera di rinviare il disegno di legge alla Commissione Difesa – sottolinea – lascia presagire una volontà politica di provvedere a dei correttivi.
Se questo avverrà – conclude il segretario Sinafi – saremo molto soddisfatti, altrimenti continueremo con le nostre battaglie in tutte le sedi politiche e giudiziarie”.

La lettera inviata ai Ministri Difesa, Economia e al Presidente del Consiglio

Il 22 maggio scorso, in una lettera congiunta firmata da Sinafi – Sindacato Nazionale Finanzieri, Sim Aeronautica, Sim Marina, Sim Guardia Costiera, Sim Guardia di Finanza, Lrm – Libera Rappresentanza Militare, Sam – Sindacato Autonomo Militari, Siulm, – Sindacato Unitario Lavoratori Militari e Sim Carabinieri, le sigle delle associazioni sindacali si sono rivolte ai Ministri di Economi e Difesa, oltre al Presidente del Consiglio, per esprime la forte contrarietà alla proposta di legge presentato da Emanuela Corda, capogruppo del M5S in commissione Difesa. 

“Come è noto le scriventi OO.SS. militari – si legge nel testo – a seguito della sentenza della Corte Costituzionale 120/2018, sono state preventivamente autorizzate, dai Ministri di riferimento, a costituirsi e ad operare in difesa dei propri iscritti in servizio ed in ausiliaria. A distanza di circa un anno dall’emanazione della sentenza, le attività delle associazioni regolarmente costituitesi sono totalmente paralizzate, nelle caserme si assiste ad un personale disinformato su questo processo di innovazione democratica della funzione rappresentativa e si registrano diffusi sentimenti di paura persino a parlare delle organizzazioni sindacali. Le involutive circolari emanate unilateralmente e, quindi, non a seguito di un tavolo paritetico con le OO.SS. riconosciute, dal Gabinetto del Ministro della Difesa e successivamente da quello dell’Economia, evidenziano marcati profili d’illegittimità ed incostituzionalità e non soddisfano l’esigenza di instaurare le corrette e proficue relazioni sindacali che questo processo richiederebbe. Le stesse, infatti, si sono arrogate il diritto di voler delineare ambiti e limiti di azione delle OO.SS., conculcando fortemente le prerogative delle stesse, in evidente contrasto con la convenzione 87 OIL concernente la protezione della libertà sindacale, con l’art. 39 della Costituzione e, non da ultimo, con la già citata sentenza 120/2018. L’impossibilità di utilizzare locali dell’Amministrazione, per poter illustrare al personale la propria organizzazione e le progettualità che si intendono intraprendere o per ospitare le strutture territoriali delle OO.SS., nonché l’obbligo di avviare un’interlocuzione solo a livello centrale, costituiscono una grave compressione delle prerogative sindacali. Analogamente, siamo fortemente contrariati per il testo base della PDL 875, approvato in Commissione Difesa della Camera dei Deputati, che evidenzia un immotivato, illegittimo e pericoloso stravolgimento del nucleo essenziale dell’organizzazione sindacale, così come delineata dall’art. 39 della Costituzione, nonché un’irragionevole compressione della libertà sindacale stessa, non certamente in linea con le previsioni di cui all’art. 9 della Convenzione 87 OIL. Forti di queste considerazioni, peraltro supportate da un autorevole parere giuridico, che opportunamente alleghiamo, emanato da esperti di diritto del lavoro e costituzionale, le scriventi OO.SS. chiedono ai Signori Ministri la convocazione immediata di un tavolo di confronto paritetico sulle tematiche evidenziate”.