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Immigrazione, a Chemnitz l’omicidio di un tedesco scatena la rivolta

Rifugiati aggrediscono autoctoni e la destra scende in piazza

Chemnitz, un città sassone di 230.000 abitanti situata nella Germania orientale, in queste ore sta assurgendo a simbolo di una situazione che, in tutta l’Europa continentale, diventa di giorno in giorno insostenibile. Domenica scorsa, infatti, un cittadino tedesco è rimasto colpito mortalmente dalle coltellate sferrategli da due rifugiati, un iracheno e un siriano, mentre altri 2 cittadini sono a loro volta rimasti feriti da fendenti inferti da clandestini coinvolti nella rissa scatenatasi.

Nella stessa serata ha avuto luogo una mini-manifestazione di un centinaio di persone per commemorare le vittime, ma la notizia dell’uccisione del falegname 35enne ha fatto velocemente il giro dei social network. Lunedì sera i principali movimenti di opposizione al governo e alcune migliaia di estremisti di destra, si sono nuovamente radunati nel centro di Chemnitz, presso il monumento di Karl Marx, mentre in città la polizia chiedeva ai cittadini stranieri di rimanere in casa a causa del rischio di ritorsioni da parte di manifestanti di estrema destra.

Nelle stesse ore gruppi di contro-manifestanti appartenenti a centri sociali, Ong e circoli anarchici, davano vita a un corteo, a sostegno dell’accoglienza, che terminava a poche decine di metri dal raduno dell’opposta fazione. La polizia, schierata in forze, ha evitato il contatto diretto tra i due gruppi, ma non ha potuto evitare un nutrito lancio di sassi e bottiglie che ha coinvolto gli stessi agenti.

I raggruppamenti Pegida e Alternative for Deutschland, che hanno convocato le manifestazioni, vedono il loro gradimento in crescita esponenziale, mentre, il governo in carica, in netto calo di consensi, sembra non saper gestire in maniera adeguata, la forzata convivenza tra i tedeschi e gli immigrati.

Gli avvenimenti di Chemnitz sembrano incarnare  un forte sentimento di ribellione all’immigrazione incontrollata e alla criminalità legata ai clandestini che, progressivamente, aumentano la pressione contro i residenti autoctoni reclamando diritti presunti e spazi di territorio, come già accaduto in Svezia e Gran Bretagna dove intere zone sono state dichiarate off limits anche alla forze di polizia.

 

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