Il ‘pulsantone’ di Donald Trump che fa volare l’America

Osteggiato dalla stampa e odiato dalle femministe, il Tycoon è inarrestabile

Dove c’è notizia c’è Donald Trump, questo è quello che succede ormai da 2 anni a questa parte. E il Tycoon pare proprio non avere pace.

Dall’ormai lontano scandalo delle battute considerate poco bon- ton sulle donne e in particolare sulla adorata figlia, la biondissima Ivanka, scivolando poi al gossip che lo vedeva in crisi con la moglie, ci si è messo di mezzo pure uno psicanalista americano che considera il presidente Usa vicino alla demenza senile e quindi non in grado di mandare avanti un Paese. L’ultima, però, per consecutio temporum, è la dichiarazione che ha fatto durante una riunione alla Casa Bianca sulla questione immigrazione, dove ha definito ‘cessi’ i Paesi Haiti, San Salvador e Africa.

Il Presidente Usa, dopo questa dichiarazione, ha anche invitato cittadini di nazioni come la Norvegia ad abitare gli States perché più intelligenti e preparati. Poco elegante diciamolo, ma è sotto gli occhi di tutti la coerenza con la quale il Tycoon porta avanti la sua presidenza.

L’immigrazione è stata, ed è tutt’ora, un punto cardine della politica trumpiana

“Gli americani prima di tutto”, così terminava il suo discorso di insediamento e così a tutti gli effetti sta facendo.
In molti considerano i suoi metodi poco ortodossi e vedono in lui la rovina degli Usa ma, dati alla mano, il Paese guidato da Trump non vive un momento poi così disastroso. Infatti, da quando è lui al potere l’economia degli Usa ha raggiunto picchi inaspettati e sembra essere in corso una vera ripresa economica. Lasciamo correre il fatto che litiga a colpi di tweet con Kim Yong-Un per chi ha il pulsante nucleare più grosso perché, va detto, nella sua teatralità Donald è anche comico. Lasciamo stare che confonde i Paesi che sono sotto la sua legislazione.
Lasciamo stare tutto, perchè gli americani lo hanno votato e questo non può che avere un’importanza inequivocabile.
Che poi si sa, l’America è il Paese dalle mille opportunità che concede a tutti la possibilità di pensare di diventare un giorno ‘il Presidente’. E’ possibile che tra i banchi di scuola i bambini scrivano nel tema ‘ da grande vorrei fare…. il Presidente’ e che poi, molti di loro, si trovino ad un passo dal realizzare questo sogno.

E’ di pochi giorni fa la notizia che Oprah Winfrey, famoso volto della tv americana, potrebbe candidarsi alle elezioni del 2020. A farlo dedurre è stato il sibillino discorso che ha fatto durante la serata dei Golden Globe. Un testo sentito che ha affrontato il tema delle violenze e gli abusi subiti dalle donne, dopo il caso Weinstein.

Donald Trump da uomo ricchissimo ha deciso di diventare Presidente e l’ha fatto. Nonostante abbia contro la stampa di mezzo mondo e sia sempre nell’occhio del ciclone, prosegue avanti e porta a termine ciò che ha promesso. Questo sì, gli va riconosciuto.

Le larghe intese, modello Italia e ora anche Germania, non piacciono tanto al Tycoon tanto che ha deciso di non andare all’inaugurazione della nuova ambasciata americana a Londra, che è stata un’idea e un progetto del suo predecessore Barack Obama.

La verità è che Donald Trump fa paura e forse non è poi così sbagliato temere l’uomo, al momento, più potente del mondo. Ma sarebbe da chiedersi, a neanche 2 mesi dal voto italiano, se i nostri candidati debbano prendere spunto dalla sua politica, a piccole dosi s’intende.

 

 

 

 

 

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