Stati Uniti: non si trova un disoccupato, impiegati persino i detenuti

New York Times riporta i dati dell’economia che vola, ma per l’Ue Trump dovrebbe sparire

farmacia di turno

Dalla tv di Stato ai “giornali di Stato”, l’Italietta continua a raccontare il presidente Usa come un mostro a tre teste che mangia bambini, donnaiolo, razzista, volgare e via dicendo. Ma Donald Trump (che piaccia o no) ha dato una scossa all’America e al mondo. Nei giorni scorsi, infatti, persino il New York Times è stato costretto ad ammettere che l’economia nel Paese vola. La disoccupazione in alcuni Stati è così bassa da sfiorare il 2% e le aziende sono costrette ad assumere anche quelle persone fino ad ora rimaste fuori: detenuti, persone con precedenti penali e persino disabili. I salari aumentano e durante le festività natalizie hanno fatto registrare un vero e proprio boom di assunzioni soprattutto nei grandi magazzini.

Un fenomeno che, sempre secondo il quotidiano newyorkese, non si registrava da anni. E’ dalla fine degli anni ’90, infatti, che nel Paese non si sperimentava un tasso di disoccupazione così basso.

“Nell’articolo – scrive Wall Street Italia – viene poi presentato come esempio il caso della contea di Dane, nel Wisconsin, dove, con la disoccupazione al 2%, l’offerta di lavoro era talmente alta e la domanda talmente bassa che le imprese manifatturiere hanno messo a lavorare nelle loro fabbriche detenuti che stanno ancora scontando la pena in carcere. Chiaro – prosegue – che una situazione di questo genere non possa che portare ad un aumento dei salari. Infatti, in autunno target aveva annunciato un aumento salariale per i suoi lavoratori base e giovedì scorso Walmart, competitor di Target, ha fatto sapere che da febbraio attuerà una mossa simile”.

A conferma il dato, sottolinea ancora Wall Street Italia, arrivano anche le parole del vicepresidente senior di Adecco (società di assunzione del personale), Amy Glaser: “Specialmente durante le recenti festività natalizie, c’è stata un’impennata nella richiesta di addetti ai magazzini, creando opportunità per persone che prima della ripresa economica avrebbero fatto fatica a trovare lavoro. Due anni fa le aziende chiedevano ai magazzinieri di avere diplomi di scuola superiore ed esperienza con gli scanner utilizzati per tracciare la merce. Ora, in misura crescente, non ne hanno bisogno. Abbiamo visto un’escalation estrema negli ultimi 12 mesi; se qualcuno fa domanda per un posto di lavoro e tu non rispondi entro 24 ore, quella persona avrà già trovato un altro lavoro”.

E tutto questo mentre i detrattori del Tycoon continuano a sfornare scandali su presente, passato (e magari anche sul futuro) del presidente americano.

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