Gilet gialli in Italia: “Oggi Champs Elysee, la prossima a Roma”

Intanto in Francia il Re è nudo

farmacia di turno

I gilet gialli non si fermano. Per il 1° dicembre il movimento di protesta che sta infiammando la Francia, ha indetto un’altra manifestazione. Intanto, le istanze dei francesi sono state raccolte anche in Italia dove è nato il ‘Coordinamento italiano Gilet gialli Italia’. “Oltre al carburante noi in Italia abbiamo anche i pedaggi autostradali più cari d’Europa – si legge in un post sulla pagina Facebook – e in più Autostrade SPA fa scarsissima manutenzione e poi succedono le disgrazie come quelle di Genova. Facciamo partire la prima protesta dei Gilet gialli in Italia. Non paghiamo più le autostrade se i pedaggi non scendono di prezzo e se a gestirle rimane Autostrade Spa”. Difficile dire al momento che seguito avranno i gilet gialli italiani, di certo dalla Francia è partito un segnale che i politici europei non possono ignorare.

Gilet gialli in Italia: “Oggi Champs Elysee, la prossima a Roma!!”

Intanto in Italia, mentre infuriava la protesta a Parigi, un gruppo di presunti gilet gialli hanno messo a segno un blitz al casello autostradale di Genova est. La sbarra è stata divelta e sono stati lasciati volantini e scritte contro Autostrade Spa, anche in riferimento al crollo del Ponte Morandi. Sulla vicenda indaga la Digos. Sulla pagina Facebook del Coordinamento italiano gilet gialli Italia, tra i vari post pubblicati, si legge: “Le imprese Italiane sono le più tassate d’Europa, ci avevano promesso meno tasse con una aliquota unica al 15%, devono mantenere subito le promesse. Ora basta!!”. E ancora: “Oggi Champs Elysee, la prossima a Roma !! Avanti tutta !!”.

In Francia il Re è nudo

Il presidente francese Emmanuel Macron, già in calo di consensi (sotto il 26%), dopo le proteste di sabato 24 novembre a Parigi, sembra non aver recepito il messaggio che arriva dal popolo. Se è vero che 8 francesi su 10 appoggiano le proteste dei gilet gialli, per tutta risposta Macron sarebbe intenzionato a creare un Alto consiglio per il clima. Quindi, non abbassando i prezzi della benzina (motivo scatenante della protesta), ma provando a creare una super autorità che possa coniugare le esigenze dei lavoratori con quelle delle politiche sull’ambiente. Un sentiero stretto, secondo le Journal du Dimanche che ha dato la notizia, nel quale il presidente francese si sarebbe infilato per non retrocedere sulla decisione di alzare il prezzo dei carburanti. Ma la situazione politica e dei consensi in cui si muove Macron non è delle migliori. Le proteste di ieri a Parigi e non solo, hanno assunto le dimensioni di una vera e propria protesta contro il capo dello Stato. Gli Champs Elysees si sono trasformati in terreno di scontro e la città è stata sotto assedio per ore. Macron ha condannato manifestanti e disordini ringraziando la polizia per il lavoro svolto. Ma in seguito, per tendere la mano alle istanze di chi ha protestato, il ministro dell’Interno Christophe Castaner, ha voluto distinguere tra manifestanti pacifici e autori delle violenze, sottolineando che questi ultimi saranno sanzionati.  Ma il clima è teso. Per il 1 dicembre, infatti, i gilet gialli hanno annunciato il “terzo atto” della protesta che dovrebbe tenersi ancora a Parigi. Alle richieste di abbassare le tasse sui carburanti, si aggiunge anche quella di avere maggiore potere d’acquisto. Diversamente, secondo il movimento che al momento si dichiara apartitico e senza leader, Macron dovrà dimettersi.

‘Intervento straniero’ in Francia

Come in tutte le storie che si rispettino, anche nel caso dei gilet gialli francesi non sono mancati i colpi di teatro. Dalla Turchia, infatti, il ministero degli Esteri di Ankara, Hamy Aksoy, ha parlato di uso sproporzionato della forza da parte delle forze dell’ordine francesi nei confronti dei manifestanti. “Seguiamo da vicino gli sviluppi in Francia, dove vivono 700 mila turchi – ha detto Aksoy – Riteniamo preoccupante il sempre più duro intervento e lo sproporzionato uso della forza da parte delle forze di sicurezza francesi”. E poi è arrivato Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti si è inserito su una vicenda che in realtà lo riguarda ben poco, ma che ha voluto portare a suo vantaggio invitando i gilet gialli a  protestare anche per come la Ue tratta gli Usa. “Le vaste e violente proteste francesi – ha detto – non prendono in considerazione quanto sono stati trattati male gli Stati Uniti dall’Unione europea sul commercio o sui pagamenti equi e ragionevoli per la nostra grande protezione militare. Entrambi questi temi devono essere affrontati al più presto”.

 

 

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