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La democrazia della sinistra: se perdono vogliono rifare la partita

a cura di Eques

Ci sono alcuni principi fondamentali in ogni sistema “democratico” di cui si sente parlare continuamente, talvolta a sproposito: libertà di espressione del pensiero, rispetto del risultato elettorale. In una democrazia chiunque ha diritto di esprimere il proprio pensiero, e la volontà degli elettori deve essere rispettata. Ma se il pensiero non è in linea con quello di chi è stato licenziato proprio dall’elettorato, che succede? Per costoro, con il supporto dell’intellighenzia, sempre pronta a scendere in campo, allorchè si avvertano “pericoli per la democrazia”, quei principi valgono solo se il pensiero coincide con il  loro e, ovviamente, sono loro ad aver vinto. Ma se non hanno vinto e l’elettorato gli ha voltato le spalle, che succede? Allora si grida all’attentato … alla Costituzione, al diritto internazionale, ai principi di umanità (ovviamente non verso i cittadini), o a quel che può venire in mente … 

Per chiarir meglio il concetto, pensiamo a quel che avviene nello sport. Se ho perso in una competizione, di qualsiasi sport, posso pretendere di rifare la gara di nuovo, perché il risultato non mi aggrada, o di rivedere le regole … perché secondo me, non sono giuste? Chiunque risponderebbe di no. Ma secondo questi, che quando hanno governato non hanno fatto nulla di quel che oggi contestano non esser stato fatto dai nuovi, la risposta sarebbe di segno opposto, e sapete perché? Perché loro sono i depositari del vero e del giusto, e quindi il nuovo principio è: ho perso perché non hanno capito, o hanno sbagliato … quindi … si deve rifare la partita o, alla peggio, cambiare le regole. Così, se ho un sindaco, che si auto-etichetta buono, quel tale, sconosciuto anche dalla sue parti, fino a che non si è inventato quell’idea, fonte di cospicui afflussi di denaro, di cui lui dice di non aver beneficiato, viola la Legge … ma lo fa a fin di bene … beh, allora per lui va bene, perché il suo è un reato di “umanità” …  e chi lo persegue (rispettando quell’altro principio, invocato solo per gli altri, dell’obbligatorietà dell’azione penale) … è un nemico dell’umanità.

Bello vero? Provate voi a commettere un reato, adducendo a esimente l’umanità (ovviamente così identificata secondo il vostro personale apprezzamento, perché così ha fatto quel tale), e vediamo che succede. Forse non è chiaro, ma chi ricopre ruoli, cariche, incarichi pubblici, deve rispettare il proprio ruolo, le proprie funzioni … e, scusate l’ardire … la Legge! E così è anche per quella che si potrebbe definire la “rivolta” di alcuni sindaci, prontamente supportata da noti nomi dell’intellighenzia accreditata. Lasciando da parte i profili di reato, che pure ci sono, e palesi, perché, dichiarare pubblicamente di non voler rispettare una legge dello Stato, istigando altri a fare altrettanto, al di là di personalissime, quanto partigiane opinioni, è e rimane reato, l’aspetto che desta da pensare è un altro.

Ma è possibile che non vi sia su questa terra uno soddisfatto del proprio lavoro?! Abbiamo sindaci che vogliono fare i legislatori, magistrati che vogliono gestire la politica, politici che si vanno a intromettere ovunque, giornalisti che si atteggiano a unici divulgatori di verità. E il bello è che spesso, molti di costoro, di quel che dovrebbero fare, perché rientra nelle loro funzioni, e per il quale, detto per inciso, vengono pagati, se ne disinteressano del tutto. Così assistiamo a città invase dai rifiuti, insicurezza generalizzata, inesistenza di controllo del territorio, e via dicendo … e al contempo … a pubblici interventi … su materie e questioni non di loro pertinenza.

Questo sarebbe libera espressione del pensiero, costituzionalmente garantita a chiunque? Ma, dico io, se fai il sindaco, prima di impiegare il tuo tempo per occuparti di cose che non ti competono, diciamo per esprimere liberamente il tuo libero pensiero, costituzionalmente garantito …. li hai svolti i tuoi compiti, e cioè quello per cui i tuoi cittadini ti hanno eletto? Per gli hobby, il tempo da dedicare, lo si trova nel proprio tempo libero … e però …. dopo aver svolto quelle che sono le attività per cui si ricopre un ruolo! Sembra il sintomo di un problema che è sempre più dilagante di questa epoca … l’insoddisfazione. E sì, perché se chi, guardandosi bene dall’occuparsi come, e quanto dovrebbe, di quello che dovrebbe fare, impegna energie e tempo, in altre faccende, la domanda che ci si deve  porre è … perché?

Cioè, io che, per volere popolare, sono stato eletto a vertice del consesso basilare della società, che è il Comune, e cioè il rappresentante locale dello Stato, e che magari qualcosina da fare ce l’avrei, che faccio? Mi metto, non già solo a contestare le decisioni di un altro organo,  anche lui espressione di quella stessa volontà popolare che ha eletto me, ma niente di meno vado oltre … e dico , dato che a me non piace questa legge … non la applico … e quel che è peggio, istigo gli altri a fare altrettanto!

Altro che il Far west, assai impropriamente evocato sul tema della legittima difesa, rispetto alla quale si vogliono solo rivedere le regole per giungere a un maggior rispetto per i diritti dell’aggredito, e che di certo non trasformerà un popolo pacifico, quale è quello italiano, in un’accolita di pistoleri … ben altri danni si produrranno se non si porrà fine a questa palesi violazioni di norme che, oltre a creare solo sconcerto, producono solo reati.

I signori sindaci … facciano i sindaci, e così ognuno faccia, non dico tutto, ma almeno il massimo di quelle che sono le incombenze delle loro cariche, che già sarebbe tanto ….

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