#veganamanontroppo. Un crudo al giorno…leva lo strutto di torno…

farmacia di turno

Ebbene sì, lo ammetto. Sono affetta dalla sindrome ossessivo-compulsiva:  “Se non conosco gli ingredienti  non mangio”. Ma…anch’io sono caduta nella trappola. Una collega pugliese ha portato in redazione i taralli. Una vera leccornia e una salvezza durante le lunghe ore di desk per preparare il nuovo numero del magazine. E così, dopo mesi passati a rifiutare la gentile offerta, ieri presa dal languorino mi sono fiondata sui taralli. Ne addento uno, due, tre. Placata la mia golosità mi viene in mente di non aver fatto il mio solito sopralluogo. Leggo, l’etichetta e… Disfatta!!! Cavoli. C’è lo strutto. “Nooo! Ragazzi c’è lo strutto!”.

Ma poi ho pensato che in fondo non era un gran problema. E poi…chi lo ha detto che per mangiare in maniera corretta bisogna privarsi dei piaceri del palato? Ogni tanto si può cadere in tentazione senza diventare paranoici. E comunque bisogna tenere presente che esistono un’infinità di alternative vegetali per sostituire anche nutrizionalmente gli alimenti che siamo abituati a mangiare, quanto meno per ridurre l’apporto di proteine animali. La natura ci offre innumerevoli varietà, molte delle quali non abbiamo mai conosciuto prima. Certo, avere quest’approccio non è semplice. Vivo a contatto tutti i giorni con un branco di onnivori che mi tentano in ogni modo!! L’importante, però, è rispettare le scelte dell’altro e magari perché no?…riderne ogni tanto.

Ad esempio…quanti conoscono il termine alcalinizzare?

Si tratta dell’approccio all’alimentazione dei crudisti. I cibi crudi mantengono maggiormente le loro proprietà nutrizionali. La cottura, infatti, a volte ne causa la perdita. Io non sono crudista. Sarebbe eccessivamente limitante. Bilanciare è un passo in avanti. Bisognerebbe mangiare almeno un pasto al giorno crudo. Insalatone una volta al giorno e mangiare un frutto dopo i pasti cotti. Alcuni studi hanno dimostrato che questo previene il cancro.  Mangiando crudo le cellule si ossigenano e perdono l’acidità. Ci sono varietà infinite di insalate. Oggi voglio proporvi una ricetta alternativa alle classiche insalate.

Insalata di spinaci con pere noci e cipolline

Chi lo ha detto che gli spinaci si mangiano solo cotti e che l’insalata deve essere la classica lattuga? Questo piatto, oltre ad alcalinizzare, ha numerose proprietà nutrizionali, molte delle quali fondamentali nelle diete vegane. Vediamole insieme.

Ingredienti:
Spinaci : sono ricchi di ferro, circa 3,0 mg per 100 gr. Sfatiamo il falso mito che la maggior parte del ferro è contenuto nella carne. Gli spinaci contengono molto più ferro di alcuni tipi di carne come il vitello, il maiale, il tacchino e la gallina che ne contengono dai 2,3 mg agli 1,6 mg per 100 gr

Noci: anch’esse contengono ferro, circa 2,7 mg per 100 gr. E smettiamola di dire che sono grasse. Le noci fanno bene, sono ricche di “grassi buoni”, magnesio, calcio e vitamine.

Cipolline borettane in agrodolce: contengono pochi grassi e sono ricche di fibre e potassio

Una pera williams: ricche di potassio, calcio e fosforo.

Valerianella: ricca di ferro, potassio e acido folico

Olio extravergine d’oliva : contiene omega 3

Procedimento:
Lavate gli spinaci, privandoli del gambo. Aggiungete la valerianella, sminuzzando i ciuffetti e dividendo le foglie. Tagliate le cipolline borettane in 4 parti e la pera a cubetti. Aggiungete le noci. Condite con olio extravergine d’oliva, sale, aceto balsamico.

 

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