#veganamanontroppo. Appuntamento con una vegana…

La serata è andata male, lui non ha mangiato nulla e io…

farmacia di turno

Francesca mi chiede se può dargli il mio numero. Lui glielo ha chiesto. Senza esitare le rispondo: “Certo che si!”. Da quel momento in poi comincio convulsamente a guardare il cellulare, ma nulla. “Ma no… è troppo presto questa sera”, mi suggerisce una vocina dentro di me,  “sicuramente aspetterà fino a domani”. Ma sì. Sarebbe troppo precipitoso scrivermi stasera stessa. Metto in atto il mio rituale serale. Preparo una tisana e vado in bagno a struccarmi. Latte detergente, poi lavo il viso e passo al tonico. Crema viso e crema mani. Tutto bio e cruelty free. Anche i miei cosmetici sono accuratamente selezionati. Ho imparato a leggere l’inci e evito tutto ciò che può esser dannoso per la pelle e per l’ambiente. Lavo i denti e torno in cucina. Intanto la mia tisana è pronta. Ne scelgo una alla curcuma con rabarbaro, liquirizia e menta. Mi infilo sotto alle coperte e bevo la mia tisana. Mentre dormo sogno di barbe folte, sguardi ammalianti e mani che si incrociano.
Riposata mi alzo… Cavolo! Ho dormito nove ore filate! A quest’ora mi avrà scritto. Mentre vado a fare colazione accendo il telefono.
“Buongiorno Miss deliziosamente maldestra”. È lui, È lui, È lui! La mia vocina fa i salti di gioia.
“Buongiorno Mr Barbuto, dormito bene?”
“Bene grazie 🙂 e tu? Che programmi hai per oggi?”. Oh cavolo! Non vorrà chiedermi di vederci oggi stesso? Non sono pronta psicologicamente! E ora che rispondo? Mi mantengo sul vago.
“Ho una lunga lista di cose da fare, ma non vorrei annoiarti”. Ecco brava. Adesso gli hai fatto capire che sei troppo impegnata e non ti chiederà di vedervi. Sei soddisfatta? La vocina mi rimprovera, forse ha ragione. È on line e non scrive. “Certo che non scrive! Lo hai ammonito!”
“Hai programmi per stasera?”. “No, sono libera” “Ceniamo insieme, ti va?”.
“Ok, dove vorresti andare?”
“Ci vediamo alle 21.00 da te, scegli tu il ristorante, poi mandami il tuo indirizzo”.
Momento fatidico: “Ristorante vegano in centro?”. Ha fatto un grave errore. A me la scelta!

Mentre mi preparo penso a Claudio e Cosma di “Vegan Chronicles” e vorrei tanto che ci fosse Cosma a spiegarmi come dire a un uomo che sono vegana. Alla fine ecco il momento. Esco di casa triofante sui miei tacchi, lo vedo poggiato all’auto e per guardare lui quasi gli inciampo davanti. Iniziamo bene.

In macchina comincio a parlare a raffica, i momenti di silenzio mi imbarazzano. Così però sembro stupida. “Datti una regolata!” intima la mia vocina. Cerco di fargli qualche domanda e passo all’estremo opposto. Fino al ristorante sembra un interrogatorio. Questo non è di certo darsi una regolata!

Quando ordiniamo mi rendo conto che non gli è molto chiaro il posto in cui ci troviamo Sembra determinato a provare cose nuove nuove, così ordina coraggiosamente delle scaloppine di seitan al limone. Le guarda con aria interrogativa, sollevando il piatto cercando di interpretare. Ne prende un pezzetto e dal suo ghigno di disgusto capisco che non gli piacciono. Decide così di ordinare del tofu impanato e fritto. Cerco di spiegargli che tofu e seitan dovrebbero arrivare un po’ dopo nell’alimentazione vegana, hanno dei sapori particolari e se non sono cucinati bene possono non piacere. Testardamente decide di ordinarlo lo stesso. Risultato? Resta a digiuno. Così dopo decidiamo di prendere un dolce. Io prendo una cioccolata calda. “Puoi farmela con il latte di soia?”, chiedo alla cameriera. “Non so…devo vedere se c’è”. Dopo cinque minuti torna e mi dice di no. Non mi arrendo. “Bene, allora che tisane ci sono?”. “Non abbiamo tisane, solo the”.

Tiriamo le somme: la serata è andata male, lui non ha mangiato nulla e il dolce non mi va. “Fai una cosa, portami un calice di vino banco! Un Gewurztraminer lo avete?” “No” . Ce la possiamo fare penso tra me e me. “Nemmeno quello? Allora uno Chardonnay”. Mi riaccompagna a casa e lasciandomi mi guarda e dice: “Buonanotte”. Così. Secco. “Nient’altro?” penso. Nessun “ci sentiamo domani” o cose simili? Nulla.

Il mattino seguente non c’è nessun messaggio sul telefono. Vado in cucina e Alessia mi sveglia con una brioche calda con mele e glassa. “Ho pensato che volessi fare un’ eccezione”. Lui non vuole vedermi più. È perchè sono vegana, lo so! Basta con questa dieta vegana. Stavolta senza rimorsi e senza sensi di colpa, addento la brioche e la assaporo e quella dolcezza è una consolazione momentanea. Al diavolo tutto.

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