#veganamanontroppo. Galeotto fu il ristorante bio….

farmacia di turno

Le mie amiche dicono che è troppo tempo che non esco con un ragazzo. È un periodo che sono molto concentrata sul lavoro e su me stessa. Non so verso chi indirizzarmi. Beh, in effetti nessuna donna lo sa. Siamo tutte in una valle di lacrime. I coetanei sono immaturi. Quelli poco più grandi si fanno i selfie o le foto allo specchio a dorso nudo e non è assolutamente pensabile degnarli di considerazione. I più grandi sono traumatizzati da storie appena chiuse o sono abituati alla solitudine. Insomma, in giro c’è la disperazione più totale e io non ne voglio sapere. Ma le mia amiche non sono convinte. Durante un incontro la settimana scorsa, la mia collega annuncia: “Ho preso una decisione”. Si apre una nuvoletta sulla mia testa e vedo Lello Arena e Massimo Troisi ne “La smorfia”. Lello Arena, munito di trombetta, urla con enfasi: “Annunciazione, annunciazione”. E mentre lei parla io assumo la medesima espressione disarmata di Massimo Troisi. So già dove vuole andare a parare. “Devo presentarti un mio amico”. Ecco. Alzo un sopracciglio e resto in silenzio. Lei continua: “Non è bellissimo, ma credo che possiate esser compatibili”. “Figurati i belli non mi piacciono, li preferisco affascinanti e con cervello”. Scatta la domanda fatidica: “E’ single?” . Fammi  capire questo che problema ha – dico tra me e mè. “Si è lasciato da poco”. Eccolo là. Il traumatizzato. “Sei sicura che abbia già voglia di uscire con qualcun altro?”. “Guarda, facciamo così: una sera usciamo in gruppo, organizzo io.  Lui se se la sentirà si farà avanti”. Accetto con titubanza.

Arriva la sera dell’appuntamento e tutte lì a chiedere: “Cosa ti metti?”. “No ragazze, niente di particolare semplice ma carina”. Opto per un look total black: pantalone nero aderente a vita alta, decoltè con cinturino e tacco 12, maglietta nera con maniche velate, giacca di pelle fintissima, borsa modello chanel e via. Durante il tragitto mi chiedo come sarà. Francesca ha scelto un bistrot che fa cucina bio, vegetariana e vegana. Il posto è carinissimo. Raccolto e ben frequentato. Le luci sono calde e soffuse. Si sposano benissimo con l’ambiente arredato con panche di legno chiaro. Ci presentano. Francesca è con il suo compagno e io sono visibilmente imbarazzata. Guardo il menù (nonostante io sappia già cosa voglio) per limitare l’imbarazzo. Quasi mi nascondo dietro l’elenco delle pietanze.

Lui è barbuto. Non è come me lo aspettavo, però sembra intelligente. Stasera mi va di tenermi leggera. Sono ingrassata. Humus di ceci con verdurine e poi prenderò un dolce. Una rarità trovare dolci vegani. Ne approfitto. La serata scorre veloce e, dettaglio non trascurabile, la conversazione è piacevole. Non mi sembra poi tanto male, anzi… mi sa proprio che comincia a piacermi. Ci tocchiamo involontariamente i piedi sotto al tavolo. O meglio, gli dò quasi un calcio accavallando le gambe. Ci guardiamo in un misto di sorpresa e imbarazzo. “Scusa”, bofonchio. “Ma no, figurati capita”. Sono la solita maldestra. A fine serata sono curiosa di sapere i commenti di Francesca. Fa prima di me e mi scrive: “Secondo me gli piaci!!!”.

To be continued….

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