#veganamanontroppo. Il “demone” si chiama cannolo siciliano

farmacia di turno

Vivere con due amiche siciliane non è semplice come sembra. Di tanto in tanto arrivano a casa dimostrazioni d’affetto da parte di madri premurose. E al sud, si sa, le dimostrazioni d’affetto si quantificano in cibo. Più è pesante il pacco, maggiore è la quantità di amore che contiene. Dieci chili in viaggio dalla Sicilia a Roma. Quando arriva il corriere improvvisamente è Natale. Scartiamo l’involucro curiose di scoprire le leccornie contenute nel pacco. Con mia grande sorpresa questa volta scopro di poter mangiare quasi tutto quel che c’è all’interno. Ci guardiamo e iniziamo a ridere a crepapelle. Ormai ho contagiato tutti. Alessia ha parlato di me, ha raccontato del mio stile di vita e della mia alimentazione. E nella scatola c’è di tutto. Pesti siciliani di ogni tipo, prodotti tipici con ingredienti selezionati e eccezionalmente vegan! Patè di olive nere, pesto dell’Etna, pesto di sicilia, pesto di pistacchi!! Un trionfo di sapori, profumi e colori. Ho già in mente un paio di ricettine che potrei fare! Sicuramente le bruschette e la pasta al pesto.

Scartiamo ancora e le meraviglie aumentano. I vasetti di alimenti sott’olio della nonna, li adoro! Tutto fatto in casa, coltivato nel loro orto. Più biologico di così! Man mano che scartiamo mi sento come una bambina. Pomodori secchi, carciofini, melanzane e zucchine grigliate. Che bontà! Più scarto e più sono stupita. Sembra quasi che quella spesa l’abbia fatta io. Gallette di riso bio con semi di lino. Pasta integrale di vari formati: spaghetti, penne rigate, farfalle. Poi ancora, succhi di frutta e addirittura un detersivo per i piatti vegan! Vuol dire che non è dannoso per l’ambiente e che non è stato testato sugli animali.

Ma un siciliano che si rispetti, non può far mancare il re dei dolci. In ultimo, sistemato con cura all’interno di un cartoccio, c’è lui: il cannolo siciliano! In quel momento ho capito che la tentazione si stava impossesando di me. Come un demone che prende corpo e cervello. Decido di allontanare il “maligno”: lo depongo in frigo pensando di aver risolto il problema.

Per “svagare” passiamo all’assaggio delle altre prelibatezze arrivate e quindi mi adopero per preparare il pranzo: farfalle integrali con pesto di pistacchi, pomodori secchi e noci. Un piatto semplice, veloce e squisito. Poi una buonissima insalata con semi di ogni genere e tipo. Dopo aver gustato, con soddisfazione, queste pietanze, il demone torna a tentarmi. Il desiderio di concludere il pasto con un dolce mi sta lentamente riportando al cannolo. Ho la fronte imperlata di sudore e il pensiero fisso a quel cartoccio. Solitamente soddisfo i languorini del dopo pranzo con un pezzettino di cioccolato fondente. Mi sento forte e quindi apro il frigorifero per cercarlo. Non c’è!

Il demone tentatore, invece, è lì. Si illumina e ammicca. No, non voglio vederti. Richiudo il frigo. “Ale, ma è finito il cioccolato fondente?”, chiedo speranzosa che lo abbia portato in camera per mangiarlo mentre lavorava al pc e che, come suo solito, abbia dimenticato di metterlo a posto. “Si scusa, ho mangiato io l’ultimo pezzettino”, risponde candida. Dramma. Riapro il frigo, cercando non so nemmeno io cosa mentre tento di non pensare al cannolo. Lo guardo e richiudo.

Alessia è l’unica siciliana al mondo a cui non piacciono i cannoli. Lucia, invece, è talmente disarmata dalla mia cucina che ormai pranza e cena fuori casa. Quindi quel cannolo è solo per me. “Carla ma si, per una volta non succede niente!”. La mia vocina mi incita. La ragione invece mi rimprovera. “No, non puoi Carla! É la fiera dei grassi animali e degli zuccheri. Ricotta, una quantità industriale di zucchero e chissà cos’altro ci sarà dentro! Magari strutto, uova”. La mia golosità, però, prevale e cedo inesorabilmente ai peccati di gola. Scelgo la parte del cannolo dove sono sistemati con cura i pezzi di pistacchio. Lo divido in due parti e lascio quella con i canditi. Affondo le labbra e i denti nella frolla croccante, il cioccolato fondente e quella crema morbida. Il profumo di ricotta mi inebria. Tutti i sensi sono in estasi. Dimentico i grassi, lo strutto e gli zuccheri. In fondo che male c’è…sono vegana, ma non troppo!

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