#veganamanontroppo. L’uomo perfetto non esiste, meglio il pane caramellato

farmacia di turno

È una domenica uggiosa. Odio farmi limitare dalle condizioni metereologiche, ma questa pioggia, questo tempo grigio e questo cielo chiuso proprio mi incentivano a restare al calduccio a casa e preparare qualcosa di buono. Invito Sabrina pranzo e mi metto all’opera. Per primo orecchiette ai broccoletti saltate in padella, per secondo, insalata con semi e frutta secca e hamburger vegetali.
Apparecchio…è iniziato ufficialmente il periodo delle candele a tavola. Per poco smette di piovere ed entrano dei raggi di luce. Passano alcune farfalle davanti alla finestra. Con il freddo mi stupisco sempre di vederle, ma poi ricordo che ci sono 365 giorni all’anno a seconda della specie. Queste sono le farfalle invernali, quelle che hanno sviluppato il pelo per proteggersi dal freddo e dai colori arancio e sui toni del marrone.
Suona il citofono che salta e si catapulta a terra. Eccola! È arrivata.
Ci mettiamo a tavola, lei è sempre entusiasta della mia cucina perché è perennemente a dieta. Chiamo Alessia e inizia ufficialmente la domenica tra amiche.
Ecco che iniziamo i nostri discorsi su come sarebbe l’uomo ideale. È un argomento che discutiamo da anni.  In passato Sabrina credeva che dovesse esser la donna a tenere le redini di un rapporto e prendere le decisioni nella coppia. Ora, invece, è passata alla tendenza inversa. Dopo anni di un rapporto del genere “faccio tutto io”, ha capito che invece per il suo carattere (decisamente molto forte) l’uomo ideale è forte, deciso, macho. Insomma è passata ad un opposto all’altro e dopo aver sofferto per essere stata prevaricata continuamente, è finita anche con lui. Io invece, da sognatrice quale sono, ricerco l’equilibrio perfetto, il compromesso minore. Credo che in ogni rapporto ce ne sia uno, tutto sta a trovare quello giusto. Vorrei lo stesso anche per lei.
Il mio uomo ideale sarebbe… cominciamo a fantasticare. Ma esisterà davvero?
Divaghiamo su esperienze passate e analizziamo le situazioni con i nostri continui “forse lui avrebbe voluto…”, “voleva cambiarmi” per poi giungere alla conclusione: “No, così non poteva andare”.
Il mio uomo ideale è dolce, attento, presente, romantico, con una buona capacità di ascolto e… vegano ma non troppo! Non cerco di convincere nessuno. Posso spiegare le mie ragioni ma se non scatta qualcosa dentro, difficilmente ci si avvicina a questo nuovo stile di vita. Il mio uomo ideale è un curioso. Che abbia la capacità di aprirsi a nuovi tipi di cucina, che si distaccano da quello tradizionale. A volte può essere anche una cucina tradizionale rivisitata. Che mi accompagni nella scoperta di nuovi piatti, talvolta con accostamenti strani, e io ricambierei andando in posti tradizionali, “accontentandomi” di un’insalata o una zuppa di legumi, o una pizza napoletana. Potrebbe anche mangiare una bistecca di fronte a me, a patto che non mi mostri la cottura al sangue. Certo, se poi trovassi un salutista senza fissazioni, quello sarebbe l’ideale! Alessia invece vorrebbe un uomo sempre presente, dolce, sicuro di sè, intraprendente, che domini nella coppia ma senza soffocarla e che dia tutto sè stesso nel rapporto. Chissà se li troveremo mai.
Tutti questi discorsi mi hanno proprio messo voglia di qualcosa di buono. Ma non ho un dolce! Cosa posso inventare? La golosità aguzza l’ingegno. Eureka! Ho trovato! Mi metto all’opera.
Preparo con l’acquolina in bocca, curiosa di assaggiare come verrà la mia nuova ricetta.
“Ma che combini adesso?”, mi chiedono curiose. “Lasciatemi fare!”, rispondo decisa.

Pane caramellato al burro di arachidi.

pane caramellato

Due fette di pan bauletto di segale con semi di sesamo e di lino
burro di arachidi
carlitella
cioccolato fondente
zucchero di canna
Spalmo da un lato la carlitella o comunque un cioccolato vegano, dall’altro il burro di arachidi. Ho trovato un burro di arachidi fantastico fatto solo con arachidi. Metto qualche quadretto di cioccolato fondente in mezzo e chiudo il sandwich. Metto un cucchiaio di zucchero di canna in una padella antiaderente, quando si sarà riscaldato aggiungo dell’acqua fino riempire il fondo della padella. L’acqua evapora facendo delle bollicine  e si amalgama allo zucchero di canna. Diventa caramello e mentre sfuma adagio il pane in padella, rivoltandolo subito per farlo bagnare anche dall’altro lato. Lo lascio abbrustolire a fiamma alta, poi abbasso la fiamma e metto un coperchio. Dopo pochi minuti il pane si è caramellato formando una crosticina dolce e croccante e il cioccolato all’interno si è sciolto e comincia a trabordare.
Impiatto e divido in tre. Le ragazze sbarrano gli occhi. “È buonissimo!”. Si leccano le dita, e il cioccolato fuso fuoriuscito. Questo dolce ci ha consolato e ha allontanato i pensieri sulla non esistenza dell’uomo perfetto. Terminate le nostre riflessioni, ci ricordiamo che domani inizia una nuova settimana. Saluti e promesse di non far passare troppo prima di trascorrere altro tempo insieme e via.

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