#veganamanontroppo. Questa sera a cena da Carla? “Non vorrai farci mangiare erba??”

farmacia di turno

Quante volte invitando un amico a cena ci siamo sentiti dire: “Ma cosa cucini? Non vorrai mica farmi mangiare erba?”. Partono sempre prevenuti ma alla fine (non lo ammetteranno mai) spazzolano tutto. In questi casi, infatti, scelgo per i miei ospiti un piatto che mette sempre tutti d’accordo: una puttanesca vegana. Nessuno dopo averla mangiata resiste alla scarpetta. Anche gli onnivori ne vanno matti. Inoltre è un piatto ricco di nutrienti. Le olive, con i loro grassi monoinsaturi, aiutano la circolazione, prevengono il cancro, sono degli antinfiammatori naturali, e sono ricche di antiossidanti che fanno bene e idratano la pelle e i capelli. Sono ricche di ferro e proteggono i vasi sanguigni, ma non solo. Le olive contengono vitamina A, C e vitamine del gruppo B. Sono ricche di sali minerali come calcio, potassio, ferro e fosforo. Vi lascio il feedback di un amico sull’ultima volta che ha cenato a casa mia. Vi posso assicurare che, nonostante l’ironia, ha mangiato molto bene!

A cena da Carla…

La cena di un onnivoro in casa di una vegana è un’esperienza mistica, quasi catartica. I problemi cominciano subito: cosa portare a cena? Impossibile arrivare a mani vuote. Però niente dolci. Non puoi portare neanche un succulento insaccato prodotto artigianalmente…Sulla porta d’ingresso, infatti, è stampato il divieto d’accesso per salumi e formaggi. Resta solo l’alcool, di qualsiasi tipo e già da lì puoi capire come andrà a finire la serata. Se poi vi capita di assistere ai preparativi del pasto, vi accorgerete subito di essere catapultati in un’esperienza tra il sacro e il profano, una fusione postmoderna tra i maghi che somministravano le pozioni ad Asterix e Obelix e il dottor Frankenstein. Ingredienti strani, mai visti. Paioli da cui provengono profumi esotici. E già ci si prepara psicologicamente: niente pasta (al massimo sarà integrale). Niente pane (a meno che non sia integrale o rigorosamente a lievitazione naturale). Bandita la carne e ovviamente niente pesce. Eliminati anche formaggi e simili. 

In generale si è abbastanza fortunati se vi si propone un primo piatto, già sul secondo e sui contorni cominciano i dubbi. Spezie, accostamenti strani, e tante, taaaante insalate. Dopo aver indossato i panni del ruminante speri di recuperare con un dolce. Sì, un gelato, magari il gelato. Peccato sia fatto con il latte di soia. Allora pensi: ok, meglio affogare i dispiaceri nell’alcool o nel caffè. Sperando che il caffè non sia“contraffatto”. Ti auguri che almeno per quel che concerne il caffè i vegani non abbiamo cominciato da qualche ora la propria battaglia contro i chicchi neri e profumati. Per fortuna no, su quello non ci sono apparenti rivalità. Sullo zucchero si invece. È ammesso solo quello di canna (ovviamente grezzo o integrale). Quindi ci possiamo gustare il caffè, mentre la mente fantastica su una pietanza che profumi di carne. Qualsiasi essa sia, anche hamburger. Purchè non sia di soia!

 

PASTA  ALLA PUTTANESCA 

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Ingredienti:

Una cipolla
Capperi
Olive
Polpa di pomodoro o pomodorini freschi
origano
olio d’oliva
Peperoncino
Pasta integrale o di farro (per sapere perchè preferisco queste farine a quella bianca, clicca qui)

Procedimento:

In una padella grande, riempite il fondo e mettete insieme olio extra vergine d’oliva e acqua. L’acqua impedirà che si bruci troppo l’olio e renderà il piatto più sano. Tagliate una cipolla, aggiungetela e fatela imbiondire. Quando sarà appassita e cotta, possiamo sciacquare i capperi (se sono quelli sotto sale) e aggiungerli. Inserendo un ingrediente per volta il composto si insaporirà di più. Coprite con un coperchio e intanto denocciolate e tagliate a pezzettini le olive. Aggiungete le olive e il peperoncino. Coprite per un paio di minuti con il coperchio e fate rosolare a fuoco vivace. A questo punto potete aggiungere la salsa, oppure dei pomodorini freschi. Aggiustate di sale, stando attenti a non esagerare. Le olive e i capperi solitamente ne contengono già. Aggiungete un pizzico di origano fresco. Alzate la fiamma al massimo finché il sugo non comincia a bollire. A questo punto mettere la fiamma bassa e continuate a cuocere. Con questo sughetto preferisco usare le penne rigate o mezze maniche rigate. Con il pomodorino fresco, invece, consiglio gli spaghetti purchè sia pasta trafilata al bronzo: la sua porosità trattiene di più il sugo. Scolate la pasta al dente, considerando che dovremo saltarla in padella. Aggiungiamo al sugo e con il fuoco acceso cominciamo a mescolare. Se invece optate per i pomodorini freschi vi svelo un piccolo segreto: mantecate con un tocco di farina di ceci. In questo modo il sugo sarà più denso e si attaccherà meglio alla pasta.

Buon appetito!

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