Torino, Museo egizio perde la faccia: polemica su ingressi facilitati agli arabi

La risposta:”Operazione di marketing culturale, non certo politica”

L’iniziativa della direzione del prestigioso museo egizio di Torino rivolta agli stranieri arabofoni, che potranno usufruire di una promozione di due biglietti al costo di uno, non ha mancato di suscitare polemiche. La pubblicità relativa all’iniziativa del museo è apparsa su autobus e tram torinesi nella sola lingua araba, senza traduzione in italiano, e ritrae una coppia con la donna rigorosamente velata.

Il messaggio rivolto agli arabofoni

“E’ il momento di scoprire le meraviglie del museo Egizio. Da oggi entri in due con un solo biglietto a tariffa intera. Ti aspettiamo. La promozione è riservata ai visitatori di lingua araba. Basta mostrare un documento.  Solo per te 2 x 1: due biglietti al prezzo di uno”. Questo il tenore della pubblicità per il quale si è scatenata una polemica politica e non solo. Le dichiarazioni dell’ufficio stampa del museo non hanno fatto altro che acuire le proteste di esponenti politici del centro destra e di buona parte dei cittadini del capoluogo piemontese che vedono l’iniziativa come una sorta di discriminazione al contrario.

La promozione era già stata sperimentata nel 2016 e ora viene ripresentata con il supporto di una campagna di comunicazione sui mezzi pubblici torinesi

Secondo la portavoce del museo, si tratta di “un’operazione di marketing culturale, non certo politica mirata a raggiungere le migliaia di persone in lingua araba che risiedono a Torino e provincia. Siamo convinti che il compito di tutti i musei sia di aumentare l’audience senza fermarsi davanti alle barriere della lingua e della religione”. Ma se le dichiarazioni volevano servire a stemperare le polemiche, hanno invece sortito l’effetto opposto. Lega e Fratelli d’Italia hanno, infatti, chiesto l’immediata sospensione della campagna pubblicitaria considerandola come “un atto di razzismo contro gli italiani”.

Il museo egizio di Torino rappresenta da sempre un polo di attrazione a livello mondiale sia per gli studiosi del ramo che per i semplici turisti che non perdono l’occasione di visitare le sale ricolme di reperti, secondi per importanza solo ai musei de Il Cairo

La campagna mediatica della direzione del museo appare comunque inappropriata anche in considerazione del delicato momento storico che il Paese si trova ad attraversare, e privilegiare le visite di una determinata fetta di utenti appare come uno sgarbo alla maggioranza dei cittadini del capoluogo sabaudo che, forse, non hanno mai usufruito di ingressi “di favore”.

I precedenti

L’iniziativa ricorda quanto accaduto a Londra a maggio 2016.

Alla vigilia del Ramadan, dopo l’elezione del sindaco Sadiq Khan, per due mesi sul famoso autobus rosso della città comparvero le parole “Subhan Allah”, “Gloria ad Allah”. Una campagna lanciata dalla filiale londinese dell’associazione Islamic Relief, la più grande Ong islamica del Regno Unito, con sedi anche in Italia, che raccoglie fondi per aiutare in particolare le vittime della guerra in Siria.

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