Fintech: pubblicate le 30 raccomandazioni del gruppo Rofieg 

Il 13 dicembre 2019 il gruppo di esperti sugli ostacoli normativi all’innovazione finanziaria (Rofieg), istituito dalla Commissione europea nel giugno 2018, ha pubblicato le sue raccomandazioni su come creare un quadro che soddisfi le esigenze di innovazione per la fornitura di servizi finanziari basati sulla tecnologia (“FinTech”). Le 30 raccomandazioni del gruppo, di portata estremamente ampia, riguardano l’uso innovativo della tecnologia nella finanza, mantenendo condizioni di parità, accesso ai dati, inclusione finanziaria e uso etico dei dati.

L’innovazione tecnologica nel settore finanziario (“FinTech”) sta guidando l’Europa verso nuovi modelli di business, applicazioni, processi e prodotti.  Del resto, la FinTech potrebbe avere un impatto reale sui mercati e sulle istituzioni finanziarie e su come vengono forniti i servizi finanziari.

I nuovi servizi finanziari abilitati alla tecnologia sono forniti da diversi tipi di partecipanti al mercato: operatori storici (banche, assicuratori, imprese di investimento, fondi pensione, infrastrutture finanziarie, ecc. .); grandi società non finanziarie (comprese le cosiddette BigTech, come società di ricerca e pubblicità su Internet, produttori di dispositivi, piattaforme commerciali, ma anche operatori di telecomunicazioni) e da start-up. Questi operatori progettano servizi finanziari abilitati alla tecnologia per l’uso su Internet e sui dispositivi mobili, combinati con altre tecnologie recenti, come il cloud computing, le DLT o la tecnologia blockchain o l’intelligenza artificiale (AI). 

I risultati hanno un grado di originalità minore o maggiore, alcuni assomigliano pesantemente a servizi e prodotti noti (come i pagamenti mobili), altri sembrano aprire nuove strade (come cripto-attività, offerte di monete iniziali o consulenza di investimento automatizzata).

Per mettere ordine e facilitare la comprensione dei nuovi servizi finanziari tecnologici ed armonizzarne la normativa, la Commissione Europea ha deciso la composizione del gruppo scegliendo membri esperti nei rispettivi settori di provenienza ed anche rappresentanti di diversi gruppi di stakeholders, in particolare di istituzioni finanziarie in carica come banche e compagnie assicurative, di nuovi entranti nel mercato finanziario e loro finanziatori, membri del mondo accademico e della professione legale.  Il lavoro è stato arricchito da osservatori in rappresentanza di EBA, EIOPA, ESMA, BCE e CPMI, che anche la Commissione europea ha invitato a partecipare al gruppo. Al gruppo di esperti è stato anche chiesto di analizzare fino a che punto l’attuale quadro per i servizi finanziari sia neutrale sotto il profilo tecnologico e in grado di accogliere l’innovazione FinTech e se debba essere adattato, anche al fine di rendere il quadro a prova di futuro. Allo stesso tempo, è stato chiesto di considerare come garantire la stabilità finanziaria, l’integrità finanziaria e la protezione dei consumatori e degli investitori alla luce delle nuove opportunità e rischi offerti da FinTech.

Il rapporto evidenzia “trenta raccomandazioni” su come creare un quadro che soddisfi le esigenze degli operatori per la fornitura di servizi finanziari abilitati alla tecnologia (“FinTech”) nell’UE. In particolare, vi sono aspetti universali, come considerazioni etiche, in cui gli approcci specifici del settore finanziario e quelli in altri settori della vita meritano un’attenzione particolare al fine di garantire coerenza. (si pensi all’uso dell’IA e dei Big Data nel contesto delle interfacce client). Vengono valutati tutti i segmenti del settore finanziario, tutti i tipi di nuove tecnologie, un’ampia gamma di case studies attualmente osservati e tutti i tipi di attori del mercato.  Importanti anche le raccomandazioni relative ai settori politici, alla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo (“AML / CFT”), protezione dei consumatori, condivisione e utilizzo dei dati, governance e resilienza operativa nel settore finanziario.  Si tratta dunque di un approccio omnicomprensivo che si propone di evitare la frammentazione normativa in un settore, quello finanziario appunto, in cui esistono svariate potenzialità applicative delle tecnologie all’interno (e all’esterno). 

Le raccomandazioni sono inoltre supportate da analisi dei vari usi delle tecnologie quando si tratta di fornire servizi finanziari, progettare prodotti finanziari o svolgere altre funzioni nei mercati finanziari, come i controlli AML e la supervisione del settore finanziario.

Il Gruppo di esperti ritiene che l’UE dovrebbe perseguire un approccio che mira a garantire chi rimane competitivo nel settore finanziario, offrendo scelte ai consumatori e alle imprese e allo stesso tempo mitigando adeguatamente i rischi.

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