Gioco d’azzardo, a rischio 50 milioni di fondi per la cura della dipendenza

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Cinquanta milioni di euro, questa la cifra che la legge di Stabilità 2015 aveva destinato per la cura dei giocatori d’azzardo patologici e che rischia di andare sprecata. Il fondo speciale 2016 non è ancora stato impiegato, nonostante risulta esserci un incremento degli utenti e dei servizi del gioco d’azzardo del 90% rispetto al 2014 e nonostante l’Istituto Superiore di Sanità abbia calcolato che sono 23.883 i giocatori patologici già in cura presso strutture specializzate pubbliche e private.

Questi fondi per la presa in carico delle persone con dipendenze e disturbi da gioco d’azzardo, riconosciuti dal DSM, dovrebbero essere distribuiti alle Regioni tramite decreto del ministero della Salute. Entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, gli Enti locali dovrebbero elaborare un piano rendicontato di impiego dei fondi e, a questo punto, dovrebbe avvenire una valutazione finale da parte dell’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Valutazione mai portata a termine, con conseguente spreco di fondi. Cerchiamo di capire perché.

L’Osservatorio è un organo indipendente istituito dall’Agenzia per le Dogane e i Monopoli nel 2015, passato poi nel 2016 sotto il ministero della Salute, con funzione consultiva per il Parlamento e il governo in materia di gioco d’azzardo. Nel documento del dicastero che testimonia il suo insediamento si legge all’articolo 2 che l’Osservatorio è composta da: tre rappresentanti del ministero della Salute, un rappresentante del ministero dell’Istruzione; un rappresentante rispettivamente per la Presidenza del Consiglio, per l’Istituto Superiore di Sanità, per l’Anci e dalla Conferenza delle Regioni vengono designati tre membri. Poi sono stati previsti rappresentanti di associazioni ed enti che si occupano di azzardo in Italia: Fabrizio Azzolini per l’Age, Associazione italiana genitori, Antonio Affinita per il Moige, Massimiliano Dona per l’Unione nazionale consumatori, Carlo Rienzi per il Codacons, Pietro Fausto d’Egidio per Federserd, Onofrio Casciani per la Sitd, Maurizio Fiasco per Alea, Paolo Merello per la Federazione italiana comunità terapeutiche.
“Non si vedono tra i componenti- spiega Maurizio Fiasco, membro dell’Osservatorio in qualità di presidente di Alea- rappresentanti della Consulta nazionale antiusura. Secondo me avrebbe avuto un ruolo fondamentale in quanto la Consulta dal 1999 si occupa del tema dell’azzardo e per prima si è resa conto che è proprio l’usura e il bisogno continuo di soldi per giocare che porta alla patologia e anche all’infiltrazione della criminalità anche nel gioco legale”.

Durante la prima riunione, il 13 aprile 2016 il presidente dell’Osservatorio, Ranieri Guerra, fa firmare a tutti i membri una dichiarazione di assenza di conflitto di interessi nel settore della sanità. “Mi chiedo perché – denuncia Maurizio Fiasco- non ci abbiano mai chiesto di firmare un documento che testimoniasse invece l’assenza di contratto con le aziende del gioco”. Proprio nella composizione dell’Osservatorio va ricercato il motivo del ritardo dell’uso del fondo da 50 milioni di euro per la ludopatia. La valutazione del decreto sull’utilizzo di quei soldi è uno dei compiti dell’Osservatorio ed è sospeso perché ad essere sospeso dal Tar del Lazio per conflitto d’interessi è anche uno dei membri dell’Osservatorio: il FederSerd, la Federazione degli operatori dei servizi delle dipendenze.

Il FederSerd gestisce il servizio di help-line “Gioca Responsabile”, un numero verde e una piattaforma online di aiuto per giocatori patologici finanziata, come si può vedere dal loro sito, dalle principali concessionarie del gioco d’azzardo. “Sisal, Lottomatica, Admiral – continua Maurizio Fiasco- mettono i soldi per una campagna di prevenzione sul gioco e gli stessi responsabili di questa campagna si siedono al tavolo dell’Osservatorio. Come se la Philip Morris fosse all’interno di un osservatorio sui tumori ai polmoni”. FederSerd non ha mai dichiarato l’ammontare dei finanziamenti e Giocaresponsabile.it ad oggi ha offerto un ciclo completo di trattamenti psicologici solo a 39 persone sulle 1039 registrate sul sito. “Rispetto alle persone a rischio patologia – spiega Fiasco – non è sufficiente. Ma soprattutto, c’è bisogno di incontri frontali, di cura diffusa, di presa incarico di intere reti familiari, non di una registrazione online”.

Il Codacons aveva aperto un ricorso per inammissibilità per conflitti d’interesse già nel 2015, a marzo 2016 il ricorso è stato accolto dal Consiglio di Stato e l’8 giugno 2016 il Tar del Lazio ha chiesto al ministero della Salute una relazione sui criteri di scelta dei membri dell’Osservatorio. Il tribunale amministrativo vuole sapere perché è stato selezionato l’esperto A invece dell’esperto B? Con quali motivi oggettivi? La notizia grave è che il Ministero non ha ancora trasmesso questa relazione, non chiarendo così la scelta di FederSerd tra i membri e bloccando i lavori dell’intero Osservatorio. La riunione del 21 luglio è stata spostata al 18 agosto, nel pieno delle ferie estive. Ma mentre molti membri dell’Osservatorio saranno al mare e, per mancato raggiungimento del numero legale, le riunioni slitteranno ancora. L’azzardo al contrario non va mai in vacanza e tra una promessa di vincita e un debito, tra una famiglia distrutta e una depressione da dipendenza, continuerà indisturbato a schiavizzare i suoi giocatori.

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