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Università, quelle telematiche il futuro dell’istruzione 2.0

Unicusano, il Rettore : “L’esistenza di tre percorsi didattici differenziati consente più flessibilità”

Mentre l’Università pubblica statale sembra vivere un momento di crisi, così non sembra per quelle telematiche.

Di cosa parliamo?

Si tratta di atenei, riconosciuti dal ministero della Pubblica Istruzione e, quindi, appartenenti al sistema universitario italiano, che danno la possibilità di seguire le lezioni in videoconferenza, di reperire i materiali del corso sul sito dell’università e di avere un tutor. Un esempio è l’Università Niccolò Cusano che ci ha fornito alcuni dati e che ci ha mostrato la sua offerta formativa. Sei aree di riferimento: economica, giuridica, politologica, della formazione, psicologica e ingegneristica.

“La Niccolò Cusano, nata come università telematica, oggi affianca alle modalità tipiche della formazione a distanza quelle tradizionali, riuscendo a coniugarle a vantaggio degli studenti”, spiega a Ofcs Report il rettore dell’Ateneo Fabio Fortuna.
“Gli studenti, quindi, possono acquisire conoscenze e competenze in modo diversificato, con l’indiscutibile vantaggio di poter scegliere come, dove e quando studiare – ha sottolineato Fortuna – e con la proficua opportunità di prendere confidenza con gli strumenti telematici che dovranno sicuramente utilizzare in qualsiasi contesto lavorativo. L’esistenza di tre percorsi didattici differenziati (telematico puro, telematico integrato e blended) – ha continuato – consente agli studenti di scegliere quello più congeniale alle loro esigenze e preferenze.
 Al riguardo – ha detto il Rettore – si segnala il successo del percorso blended (misto) che prevede l’abbinamento tra attività in presenza e telematica. Quest’ultima deve essere costantemente sviluppata dagli studenti attraverso l’utilizzo della piattaforma e-learning”.

Le università telematiche inizialmente erano nate per aiutare gli studenti che nel frattempo lavoravano e quindi non avevano orari flessibili per seguire le lezioni, ma con gli anni sono aumentati anche i ragazzi che dopo l’esame di maturità hanno scelto una versione di università 2.0.

Una realtà che si sta imponendo sempre di più nel vivere quotidiano e nelle scelte degli studenti tanto che anche alcune università pubbliche statali si sono dotate di piattaforme e-learning online dove gli studenti possono interagire con i professori e possono reperire materiali per gli esami.

Però, come ogni scuola privata, quella telematica ha un prezzo maggiore rispetto a una pubblica.  A questo, alcuni atenei, hanno rimediato con borse di studio e agevolazioni in grado di aiutare lo studente nel pagamento delle tasse universitarie.

A tal proposito il Rettore Fortuna, spiega che “per il terzo anno consecutivo, l’ateneo ha concesso numerose borse di studio gratuite che hanno consentito a studenti neodiplomati di iscriversi al percorso blended con la prospettiva di conseguire, rispettando alcuni requisiti di qualità indicati nei bandi, la laurea triennale e magistrale senza pagare la retta per l’intero percorso. E’ stata replicata anche per l’anno in corso”.

Insomma, gli studenti italiani sembrano avere delle valide alternative alle Università pubbliche statali. La previsione, numeri alla mano, sembrerebbe essere quella di un’università del futuro fruibile a tutti e sempre più specializzata. Staremo a vedere.

 

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