Brexit, Theresa May e la rivolta degli Euroscettici

I Tory hanno presentato quattro emendamenti a un disegno di legge che sarà discusso in Parlamento lunedì prossimo

a cura di Sara Novello

I parlamentari Euro scettici Tory hanno presentato quattro emendamenti a un disegno di legge che sarà discusso in Parlamento lunedì prossimo nel tentativo di distruggere i piani del Primo ministro circa i legami doganali che intende mantenere con l’Ue. May, dunque, potrebbe essere costretta a fare affidamento sui voti laburisti per bloccare gli emendamenti alla legge sulla tassazione (commercio transfrontaliero), che è stata elaborata per spianare la strada a nuovi accordi doganali al confine con l’Irlanda del Nord dopo Brexit.

Quali gli emendamenti proposti dagli Euroscettici

Uno degli emendamenti impone al Regno Unito di ritirare l’offerta  per riscuotere imposte e dazi a nome dell’Ue, a meno che i rimanenti 27 Stati membri si impegnino a fare lo stesso per la Gran Bretagna. Un secondo emendamento costringerebbe il governo a non permettere una frontiera doganale nel mare d’Irlanda. Gli altri due emendamenti richiedono che il Regno Unito abbia un regime Iva separato dall’Ue costringendo il Primo ministro a presentare una legislazione primaria se desidera mantenere la Gran Bretagna nell’unione doganale. Sir Bernard Jenkin, membro anziano del gruppo di ricerca europeo, ha evidenziato che gli emendamenti non sono stati concepiti per minare la posizione del Primo ministro, ma per aiutare il governo a mantenere gli impegni presi dalle proposte politiche Tory di abbandonare il mercato unico e l’unione doganale dell’Ue.

Il piano doganale della May ha provocato le dimissioni del segretario degli Esteri Boris Johnson, del segretario di uscita dell’Ue David Davis e di una serie di altri frontbenchers all’inizio di questa settimana, cosa assolutamente inaspettata da parte del gruppo di ricerca europeo.

Una Brexit pragmatica e pratica

Dominic Raab, il nuovo segretario di uscita dell’Ue, parla della creazione di “una Brexit pragamatica e pratica rispettando il voto referendario del 2016” . Al centro del documento proposto vi è un piano per una cosi detta “zona di libero scambio di merci” . Raab ha insistito sul fatto che un buon accordo Brexit  “offrirebbe al Regno Unito la flessibilità di cui necessita per raggiungere nuovi accordi commerciali in tutto il mondo. Manterrebbe un commercio senza attrito tra il Regno Unito e l’Ue attraverso una nuova area di libero scambio rispondendo alle esigenze delle imprese. Soddisferà gli impegni di entrambe le parti nei confronti dell’Irlanda del Nord e della Repubblica Irlandese, evitando un confine difficile senza compromettere l’autonomia dell’Ue o la sovranità del Regno Unito. Per rafforzare questa cooperazione, avremo bisogno di un nuovo modello di collaborazione che permetta alla relazione di funzionare agevolmente giorno dopo giorno, e di rispondere e adattarsi alle nuove minacce e ai cambiamenti globali, riprendendo il controllo sulle nostre leggi. Inoltre, accanto a questa partnership economica senza precedenti vogliamo creare una partnership su temi trasversali come i dati, la scienza e l’innovazione. Ma alcuni membri del partito conservatore hanno avvertito che potrebbero seguire ulteriori dimissioni dal governo se il Primo ministro si rifiutasse di cambiare rotta.

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