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Forze armate, lo strano voto per il rinnovo dei delegati Cocer

Votano: “Non ricordo una vigilia e una organizzazione simile”

a cura di Marco Votano, delegato nazionale del Consiglio centrale della rappresentanza militare*

Non ho memoria, per quanto provi a sforzarmi, di ricordare una vigilia e una organizzazione simile in merito alle elezioni per il rinnovo della rappresentanza militare.

Gli ingredienti ci sono tutti, saccenti avvocati gestori di gruppi Facebook che sponsorizzano i propri adepti a provare la scalata ai vertici della rappresentanza imbavagliando e bannando tutti coloro che osano discostarsi dal “mainstream”. Delegati da sempre contro le associazioni di tipo sindacale per i militari, fulminati sulla via di Damasco, fior fior di Generali che propongono le loro candidature per battersi a favore del benessere del personale e, ciliegina sulla torta di queste elezioni, la migliore propaganda elettorale che si potesse mai immaginare e predisporre.

Neanche a dirlo, a organizzare il tutto ci pensano i nostri dirigenti che, presi da un’incontrollabile bisogno di ridurre le spese della Difesa, tagliano il superfluo, risparmiando quindi sul diritto dei militari sancito per legge di incontrarsi fisicamente presso i locali predisposti dall’amministrazione. Per l’evento, atteso da sei anni, viene argutamente suggerito l’utilizzo della video conferenza predisponendo, nel contempo, a che per votare tutti i militari si debbano comunque recare, a spese dell’amministrazione, presso il posto di votazione.

Il cittadino italiano conosce bene il lavoro che svolgono donne e uomini in divisa, li vedono ogni giorno sprofondare in quei giubbetti antiproiettile con 40 gradi all’ombra, vedono programmi televisivi riprendere soldati giovani e meno giovani in terre lontane (a presidio della democrazia si capisce), forse però i cittadini non sanno che alcuni di quegli stessi diritti, che altrove si vanno a difendere e presidiare, non sembrerebbero essere riconosciuti proprio al militare nell’occidentalissima Italia.

Fra qualche giorno dovrò recarmi presso il posto di votazione istituito a Napoli (viaggerò da Palermo), per andare ad esprimere la mia preferenza in merito ai candidati che si propongono far parte del Consiglio intermedio della rappresentanza. Per comprenderne la vastità parliamo di una competenza che territorialmente si estende dalle isole maggiori di Sicilia e Sardegna alle regioni di Calabria, Puglia, Basilicata, Campania ed una parte del Lazio. Orbene, sulla base di cosa gli oltre 90 elettori delegati potranno valutare le qualità e gli intendimenti di taluni aspiranti al Consiglio Intermedio i quali a sua volta eleggeranno i Delegati Nazionali?

Non certo dal viso. Invero si è deciso, “ma non per tutti”, che i rappresentanti di oltre 40.000 soldati si debbano vedere e proporre per il tramite di una video tele conferenza nella quale non è stato possibile neppure poter inquadrare in primo piano colui che parlava.

A questo punto si penserà che bene o male si sono potuti ascoltare i contenuti della proposta, purtroppo neanche questo è stato possibile. Continue interruzioni di audio, echi, distorsioni e disconnessioni hanno fatto sì che una consistente parte della platea non riuscisse a comprendere una sola parola di ciò che si dicesse, ma tanto si devono eleggere coloro che rappresentano le problematiche in merito al benessere del personale, quindi non è poi così importante scegliere un delegato rispetto ad un altro.

Devo dire in effetti che mi sento fortunato rispetto ad altri miei colleghi Campani che neanche sono stati avvisati dell’imminente video tele conferenza, questi andranno forse a votare con un’estrazione al Lotto visto che la propaganda è concessa nei soli luoghi militari o, al massimo, compilando un volantino A4 “soggetto al vaglio del dirigente prima della distribuzione”.

Aggiungo, a rigor del vero, che mi sento meno frustrato di altri colleghi toscani appartenenti ad altre aree, che hanno potuto ascoltare soli 20 minuti di interventi rispetto alle 2 ore previste e generosamente concesse dagli organizzatori per far “parlare” più di 20 candidati.

La cosa più interessante comunque, al di là del fatto che non conosco il viso della maggioranza dei candidati e neanche ciò che hanno esposto, l’ho potuta rilevare sull’impossibilità di porre domande o chiarimenti a coloro che si proponevano di rappresentarmi in ambito areale.

Ad ogni modo dormirò sogni tranquilli finché ci saranno i miei dirigenti ad occuparsi del benessere del personale, altro che sindacati, polo e maniche corte per gli operatori della Polizia, voglio montare a strade sicure con giubbetto, elmetto e sciarpa a rete per tutto agosto “non si sa mai” e tenermi questa rappresentanza militare che tanto sta a cuore a tutti noi e “guai” ad eleggere chiunque non sia d’accordo!

*Dichiarazione a titolo personale ai sensi dell’articolo 21 della Costituzione 

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