Isis recluta in Nigeria per il nuovo Califfato

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La Nigeria nuovo terreno di conquista da parte dell’Isis. In più di un’occasione ci siamo trovati a scrivere che le batoste subite sui campi di guerra di Siria e Iraq dall’autoproclamato Califfato non avrebbero comunque intaccato la capacità di gemmazione di gruppi afferenti l’ideologia della jihad mondiale divulgata dallo Stato islamico.

Il video Isis dalla Nigeria

Il 15 gennaio scorso un nuovo videomessaggio intitolato “Hijra e qital”, immigrazione e combattimento, è stato divulgato sul web dall’Isis . Il filmato si apre con l’appello al trionfo della volontà del Signore e l’imposizione delle sue leggi, seguito da contenuti che ricalcano i vecchi schemi di propaganda conditi da esecuzioni e torture. Ma è la seconda parte del videomessaggio quella che dovrebbe mettere in allarme i delegati alla sicurezza in relazione sia al fenomeno dell’immigrazione clandestina che della reale situazione che vive la zona del Sahel africano. Il video è dedicato ai combattimenti quotidiani che i miliziani del Califfato ingaggiano contro i soldati nigeriani e le altre forze schierate in chiave anti-terrorismo e, con il sottofondo della voce di tale Abu Malik al-Sukutawi, si invitano i veri credenti ad emigrare nello Stato islamico dell’Africa occidentale quale segno di sottomissione alla volontà divina e per iniziare una nuova vita sotto l’egida della vera fede.

Reclutamento di massa in Nigeria

Secondo il narratore, infatti, sarebbe in atto una vera e propria operazione di reclutamento di massa tra la popolazione del Paese africano grazie anche all’operato della Hisba, la polizia religiosa, incaricata di imporre il rispetto della legge sharaitica allo scopo di convincere i restii ad abbracciare l’Islam.Le riprese che si susseguono nel documento mostrano numerosi scontri a fuoco con le forze della coalizione e il commentatore cita i media occidentali quale esempio di divulgazione delle vittorie del Daesh su numerosi campi di battaglia. A seguire, ancora appelli ad abbandonare le terre dei miscredenti in favore di quelle in mano al Califfato per implementarne l’ulteriore espansione.

Gli sforzi della comunità internazionale messi in campo per arginare l’ondata terrorista del Daesh, non ne hanno intaccato assolutamente le aspirazioni espansionistiche, soprattutto nell’Africa occidentale. Proprio in questo periodo, dalla Somalia alla Nigeria, assistiamo a un proliferare di azioni di stampo terrorista senza precedenti. Segnali che in Occidente vengono incautamente sottovalutati ma che dovrebbero, invece, imporre serie riflessioni sulle politiche messe in atto da vari governi europei, Francia in primis, che con il tempo non hanno fatto altro che favorire l’odio anti-occidentale andando ad intaccare i precari equilibri che avevano favorito una delicata situazione di relativa stabilità nella regione africana.

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