Italia da sballo: il mercato della droga vale 14 miliardi di euro

La relazione del Consiglio dei Ministri: 8 milioni di persone fanno uso di sostanze stupefacenti

farmacia di turno

Trascorse ventiquattr’ore dall’esito fallimentare del Referendum sulla riforma costituzionale, il governo Renzi, alle prese con gli scatoloni per le dimissioni annunciate, ha avuto giusto il tempo di inviare al Parlamento uno dei dossier più scottanti ancora sul tavolo del Consiglio dei Ministri: la Relazione sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia (anno 2015 e primo semestre 2016).

Numeri che in pochi nell’emiciclo di Montecitorio hanno ascoltato con la giusta attenzione, presi forse dalla crisi politica. Eppure sfogliando le oltre 500 pagine della Relazione,  emerge una fotografia del nostro Paese inquietante, con circa 8 milioni di persone che fanno uso sistematico di sostanze stupefacenti. Nella Relazione si legge che nel 2013 (ultima annualità disponibile) è stato stimato che in Italia ci sono 6,1 milioni gli utilizzatori di cannabis, 1,1 milioni sono quelli di cocaina, 218 mila quelli di eroina e 591 mila quelli di altre sostanze chimiche (ecstasy, LSD, amfetamine).

Le informazioni raccolte dal Dipartimento per le politiche antidroga evidenziano che nel 2013, le attività connesse agli stupefacenti, rappresentano quasi il 70% delle attività illegali complessive, capaci di pesare per circa lo 0,9% sul Prodotto Interno Lordo del Belpaese. Il consumo di sostanze stupefacenti sul territorio nazionale alimenta un giro d’affari pari a circa 14 miliardi di euro, di cui circa la metà attribuibile al consumo di cocaina e un quarto all’utilizzo di derivati della cannabis.

Secondo quanto fornito dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, nel corso del 2015, in Italia le operazioni volte al contrasto delle sostanze stupefacenti sono state 19.091 e hanno comportato il sequestro di 84.066,38 chili complessivi di droga. Questo dato, pur mostrando una marcata flessione rispetto all’anno precedente, risulta leggermente superiore al quantitativo medio sequestrato negli ultimi cinque anni. Rispetto al 2014 si registra infatti un aumento dei sequestri di piante di marijuana, di cocaina, LSD e droghe sintetiche: sia in dosi che in polvere. Risultano in diminuzione i quantitativi sequestrati di eroina, marijuana e hashish. È in Lombardia che si è svolto il più elevato numero di operazioni. Seguono Lazio, Campania, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia.

La Relazione si sofferma anche sui consumi di sostanze illegali fra gli studenti tra i 15 e i 19 anni. Dallo studio del 2015 emerge che il 34% di questi ragazzi abbandonati al proprio destino ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita e circa il 27% nel corso dell’ultimo anno (uso recente). Per il 15% degli studenti si tratta di “policonsumo”. Il 17% dei giovani ha utilizzato sostanze psicoattive illegali nel mese precedente l’indagine (uso corrente) e il 4% ne ha fatto un uso frequente (20 o più volte nell’ultimo mese nel caso di cannabis e 10 o più volte nel caso delle altre sostanze psicoattive illecite). La droga maggiormente utilizzata è la cannabis, seguita da cocaina, stimolanti e allucinogeni, mentre l’eroina è quella meno diffusa.

Nel 2015 le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per crimini connessi agli stupefacenti sono state 27.718, con un calo del 7,4% rispetto al 2014. Di queste, il 39% è stato colto con le mani nel sacco nelle regioni settentrionali, il 36% in quelle meridionali e insulari, e  il 26% in quelle nel Centro Italia. Sono diminuite le denunce per reati correlati alla marijuana, all’eroina, alle piante di cannabis e alle altre droghe, mentre sono aumentate quelle relative alle droghe sintetiche e all’hashish. Il numero più elevato di denunce si riferisce alla cocaina. Seguono quelle per possesso di hashish, marijuana, eroina e piante di cannabis. Il 70,4% delle denunce ha comportato lo stato di arresto. Nell’8% dei casi invece, è stato contestato il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (articolo 74 del Testo Unico 309/90), mentre la restante quota per “traffico illecito” (articolo 73). Il 63,4% delle denunce ha riguardato cittadini italiani. Tra questi il 7,2% erano donne e 4 su 100 non avevano ancora compiuto 18 anni.

Rispetto al 2014, gli stranieri denunciati sono diminuiti del 5,7%. Si tratta principalmente di persone di origine marocchina, seguite da albanesi e tunisini, almeno per quanto riguarda i reati inerenti cocaina, cannabis e i suoi derivati e eroina. Anche le donne segnalate sono diminuite del 15,6% rispetto al 2014: per il 29,4% hanno più di 39 anni e per il 21,5% sono di nazionalità straniera. Rispetto al 2014 sono invece aumentate del 6% le denunce riferite ai minorenni. Tra questi il 21,8% è nato fuori dai confini del Belpaese. Inoltre il 99,3% dei minorenni denunciati, dovrà difendersi dal reato di “”traffico/spaccio di sostanze stupefacenti”. Secondo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, nel 2015, le patrie galere ospitano 17.000 detenuti sorpresi a spacciare. Altri 5.900 invece, sono stato arrestati per aver fatto parte di associazioni a delinquere finalizzate al commercio di sostanze stupefacenti.

La Relazione ha riacceso il dibattito sul proibizionismo. Per Marco Perduca, dell’Associazione ‘Luca Coscioni’, e coordinatore di Legalizziamo.it, la Relazione “presenta il quadro di una situazione pressoché immutata rispetto al passato, quindi di evidente fallimento del contrasto al narcotraffico e inoltre non offre alcuna conclusione, rendendo quasi vano tutto il lavoro diligentemente svolto dal Dipartimento per le Politiche Antidroga. La situazione sembra quindi esser consolidata – continua – il che conferma che le attuali politiche per controllare il fenomeno attraverso la proibizione e la penalizzazione non funzionano. Occorre quindi passare a una regolamentazione legale della produzione consumo e commercio di tutte le sostanze per scongiurare l’ingresso nel circuito penale di migliaia di persone, aiutarle in caso di rapporto problematico con le sostanze e per rimpinguare le casse dello Stato. Le proposte in campo ci sono, quel che manca è una chiara volontà politica di discontinuità col passato già dimostrata con la qualità della Relazione”, spiega Perduca.

“Occorre quindi che Governo e Parlamento affrontino la mole di informazioni e dati contenuti nell’ottima relazione e, visto che seppur con grave ritardo la parte tecnica è di alta qualità, si convochi la VI conferenza nazionale sulle droghe per valutare quali riforme debbano essere messe in atto senza indugio”, conclude il coordinatore di Legalizziamo.it. .

@PiccininDaniele

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