Migranti, Sea Watch 3 forza il blocco e entra in acque italiane

Salvini: “E’ un atto ostile”

La Sea Watch 3 ha forzato il blocco e ora è in acque italiane davanti a Lampedusa. Ad accogliere la nave, i migranti a bordo e l’equipaggio troveranno i carabinieri schierati sul molo. Ma la vicenda è ancora ben lontana dalla chiusura definitiva. Il capitano dell’imbarcazione, come annunciato, ha deciso di non rispettare le indicazioni dell’autorità italiana e si è mossa verso le nostre coste. Ignorato anche l’alt intimato dalla motovedetta della Guardia di Finanza che ha raggiunto la nave.

Salvini: “E’ un atto ostile. Olanda ne risponde”

Intanto, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha risposto alla provocazione della Ogn: “Il governo olandese non può far finta di nulla – ha detto – una nave battente bandiera dei Paesi Bassi ha ignorato i divieti e gli altolà e sta facendo rotta a Lampedusa. È una provocazione e un atto ostile: avevo già scritto al mio omologo olandese, e ora sono soddisfatto che l’Ambasciatore d’Italia all’Aja stia facendo un passo formale presso il governo dei Paesi Bassi. L’Italia merita rispetto: ci aspettiamo che l’Olanda si faccia carico degli immigrati a bordo”.

Durante una conferenza stampa indetta nel pomeriggio al Viminale, inoltre, Salvini ha fatto sapere di non aver autorizzato alcuno sbarco. Ma non solo. Il ministro dell’Interno ha anche minacciato di non identificare i migranti al momento dell’arrivo sulle nostre coste.”L’Ue si fa viva solo quando c’è da batter cassa – ha detto – Non vorrei ricorrere a non identificare i migranti che sbarcano in Italia così che se ne possano tranquillamente andare in altri Paesi europei”.

Approdo della Sea Watch 3 verso le 20.30?

La nave Sea Watch, stando a quanto emerso durante le fasi di avvicinamento a Lampedusa, potrebbe approdare questa sera intorno alle 20.30 in attesa di ulteriori disposizioni dalle autorità.

La vicenda divide opposizioni e maggioranza

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha fatto sapere di aver scritto una lettere al premier Giuseppe Conte chiedendo un incontro urgente: “‘Gentile presidente del Consiglio, le scrivo in queste ore drammatiche sulla vicenda che riguarda i 42 naufraghi da 14 giorni a bordo della nave Sea Watch. Stiamo assistendo ad un dibattito surreale e indegno per un Paese civile. Paese il cui governo, le ricordo, non è stato rappresentato dal ministro dell’Interno Salvini in sei vertici su sette che si sono svolti con i rispettivi ministri degli Stati europei, sede autorevole per porre il tema di una politica comune sui migranti a livello Ue. Si gioca, quindi, sulla pelle di questi naufraghi, di uomini e donne in mare: ci sono alcuni parlamentari che invitano addirittura ad affondare la nave”. Il riferimento è al leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che in un video pubblicato su Twitter ha dichiarato: “Allora io adesso mi aspetto che il governo italiano faccia rispettare quelle regole che le ong pensano di poter violare e a norma di diritto internazionale. Questo significa che la Sea Watch è una nave che deve essere sequestrata, che l’equipaggio deve essere arrestato, che gli immigrati che sono a bordo devono essere fatti sbarcare e rimpatriati immediatamente e che la nave deve essere affondata, come accade con le navi che non rispettano il diritto internazionale”.

 

Articoli suggeriti