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Niger: missionario italiano rapito da un commando armato

Principale indiziato è una formazione alleata ad al Qaeda nel maghreb islamico

Un missionario italiano in Niger, padre Luigi Maccalli, è stato rapito la scorsa notte da un gruppo di uomini armati. Il sacerdote da 11 anni si trovava a Bomoanga, nella diocesi di Niamey, per conto della Società delle missioni africane. Nella tarda serata di ieri, un commando di otto uomini giunti a bordo di moto, è penetrato all’interno dell’abitazione del religioso e, sotto la minaccia delle armi, lo ha obbligato a salire sul mezzo che, insieme agli altri si è allontanato velocemente. Dopo circa 10 minuti, alcuni componenti del gruppo sono ritornati al villaggio sparando raffiche di armi automatiche a scopo intimidatorio.

Secondo alcune fonti i rapitori avrebbero oltrepassato la fragile frontiera con il Burkina Faso, dove operano numerose bande di criminali comuni ma, soprattutto, gruppi jihadisti collegati ad al Qaeda. Proprio il rischio di rapimenti o violenze contro i religiosi di credo cristiano, avevano indotto le forze di sicurezza nigerine a mettere in guardia le varie missioni umanitarie dall’allontanarsi dalle sedi principali per i pericoli derivanti dalla presenza di miliziani jihadisti nella fascia di confine tra i due paesi. A seguito dell’avviso delle autorità, i missionari avevano limitato i propri spostamenti ed evitato di uscire nelle ore notturne.

Nel Burkina Faso, negli ultimi tre anni, 118 persone sono rimaste uccise per mano dei terroristi islamici, 69 dall’inizio di quest’anno, mentre nella fascia di territorio del Sahel, sono 8 gli stranieri tuttora nelle mani di sequestratori riconducibili a gruppi armati islamisti. La formazione Ansar ul Islam, di stampo salafita, diretta dal burkinese Ibrahim Malam Dicko, è ritenuta quella di maggior spessore nella zona ed è sostenuta dai miliziani del Mali del gruppo jihadista Ansar Addine, con la quale condivide l’affiliazione a  al Qaeda nel maghreb islamico.

La fusione dei vari gruppi jihadisti operanti nel Sahel, tutti indistintamente alleati ad al Qaeda nel maghreb islamico e denominata “Jama’at Nasr al-Islam wal Muslimin”, è stata annunciata nel marzo 2017 e potrebbe essere quella maggiormente accreditata in relazione ad azioni terroristiche e sequestri di occidentali.

In merito al rapimento del religioso italiano l’unità di crisi della Farnesina è al lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti, mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di “sequestro di persona a scopo di terrorismo”.

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