Noi non dimentichiamo Pamela Mastropietro

farmacia di turno

Esattamente un anno fa moriva Pamela Mastropietro, la diciottenne romana uccisa e fatta a pezzi da un nigeriano in un appartamento di Macerata. Nel giorno del ricordo, forse in pochi l’hanno davvero ricordata. Forse quella giovane, fragile donna non merita la memoria?

Non abbiamo visto hashtag in tendenza su Twitter né tante parole di dolore. E diventa inevitabile pensare che se si fosse trattato di altro, magari la coscienza collettiva si sarebbe mossa in modo più rumoroso. Ma a questo punto non importa. Pamela, ovunque si trovi, non ha più bisogno di parole. Ormai ci guarda dall’alto, da una dimensione superiore dove nulla può più farle del male. Le parole del ricordo, però, forse sarebbero servite a noi umanità persa.

La storia di Pamela Mastropietro

La ragazza, il giorno prima della sua morte, aveva abbandonato la comunità Pars di Corridonia dove era ospite, lamentando di avere subito ripetute violenze sessuali. Di fronte alla sua palesata volontà di denunciare le violenze ai carabinieri, uno spacciatore nigeriano, Innocent Oseghale, l’avrebbe uccisa e fatta a pezzi, abbandonando i resti in due trolley.

Il presunto massacratore della giovane comparirà di fronte ai giudici della Corte di Assise il prossimo 13 febbraio. Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Macerata hanno individuato in Oseghale l’unico colpevole del delitto. Secondo la ricostruzione degli investigatori il nigeriano, dopo avere conosciuto la giovane in una piazza di spaccio, avrebbe invitato Pamela a seguirlo nel suo appartamento di viale Spalato dove, probabilmente in cambio di una dose di eroina, l’avrebbe violentata e poi uccisa. 

Allo scopo di nascondere il corpo di Pamela, lo avrebbe fatto scientificamente a pezzi, trattato con la varechina e rinchiuso i resti in due valige abbandonandole poi alla periferia di Pollenza dove era giunto accompagnato da un ignaro tassista. Una volta individuato dagli inquirenti, Oseghale ha dapprima negato ogni responsabilità sino all’estate scorsa quando, di fronte al Procuratore, ha infine confessato il massacro della giovane Pamela ad eccezione della violenza carnale.

 

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