Salvini a Atreju: “Pronto ai ricorsi contro decreto immigrazione e sicurezza”

Il ministro dell’Interno: “Se devo darmi un criterio di scelta, prima vengono i cittadini italiani”

Bagno di folla per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini alla manifestazione Atreju. Tanti gli argomenti toccati dal suo intervistatore, il giornalista Enrico Mentana. Immigrazione, economia ma anche rapporti con i 5 Stelle e Olimpiadi. Sono passati tre mesi e mezzo dall’istituzione del nuovo Governo e il consenso popolare è soltanto cresciuto. Le politiche contro l’immigrazione e la promessa (sempre più vicina) del reddito di cittadinanza, piacciono agli elettori.

Salvini, dal canto suo, ha più volte espresso durante l’incontro il suo impegno a mantenere le promesse che ha fatto in campagna elettorale e, va detto, così sta facendo. Proprio lui ha dato notizia che “la prossima settimana” arriverà “in Consiglio dei Ministri il decreto sicurezza e immigrazione”. Il Ministro si è detto pronto a tutte le critiche e ai ricorsi che questa manovra comporterà. D’altronde, sembra cosciente che proprio su “misure come reddito di cittadinanza o immigrazione ci saranno ricorsi” perché “se devo darmi un criterio di scelta, prima vengono i cittadini italiani. Se avessi tutto per tutti, lo darei, ma devo darmi delle priorità”, e se interverrà la Corte Costituzionale “discuterò amabilmente con la CorteCostituzionale”.

Il reddito di cittadinanza, però, già fa parlare tanto e non solo per le questioni politiche. A trovarsi nell’occhio del ciclone questa volta è il portavoce del premier Giuseppe Conte, Rocco Casalino.
Ebbene sì, oggi non si parla d’altro se non dell’ex gieffino oramai da anni nel team grillino, e della sua nota audio intercettata dove minaccia i tecnici del Ministero dell’Economia di licenziarli se non trovano trovato i soldi necessari per il reddito di cittadinanza.

Un polverone che verrebbe da chiedersi se non sia stato creato a posta per fare un po’ di notizia e soprattutto per ‘rendere partecipi’ anche i cittadini del duro lavoro che si sta facendo nel trovare il denaro a loro destinato. Una forma di comunicazione che ha due lati della medaglia. L’indignazione da parte dell’opposizione e soprattutto del Pd e l’indifferenza da parte di molti altri perché, comunque sia, Casalino non ha il potere di licenziare nessuno. E questo sia chiaro. Ma di questo Salvini non ha parlato ritenendolo un argomento “non appassionante”.

L’incontro è proseguito in scioltezza e alla domanda di Mentana se si ritenga di destra il Ministro ha risposto che ritiene sempre più “superate alcune categorie”, spiegando anche che è stato grazie alle categorizzazioni se “il Pd sta scomparendo perché per mesi hanno detto agli italiani che il problema non era la disoccupazione, ma il fascismo”.

L’intervista ha poi spaziato da battute divertenti e domande di attualità. Matteo Salvini ha detto la sua anche in merito alle Olimpiadi invernali 2026. “A me piaceva l’idea di una olimpiade italiana, di tutte le Alpi, che partisse in Piemonte e arrivasse in Veneto. Sarebbe stata una vetrina per tutto i mondo. Qualcuno ha avuto paura: ha sbagliato. Io non vivo la politica con paura e non ho perso la speranza. Una proposta olimpica italiana ci sarà. Farò di tutto – ha concluso- perché queste olimpiadi italiane ci siano. E se il governo era disposta a fare la sua parte con tre, non vedo perché non dovrebbe farlo con due sedi”.

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