Libano, ancora 1.100 militari italiani: possibili attentati contro Unifil

Dall’inizio dell’operazione “Leonte” sono ben 32mila i soldati che si sono alternati

Segnalazioni di servizi di intelligence sono circolate negli ultimi giorni in Libano per possibili attentati contro l’Unifil e altri obiettivi della comunità internazionale. Lo riferiscono fonti anonime al quotidiano libanese Daily Star ed esponenti locali attendibili hanno rilanciato questo allarme. Una missione, quella in Libano, che vede impegnate dal 2006 le divise italiane sul territorio grazie alla risoluzione Onu 1701. Attualmente nel Paese ci sono circa 1.100 uomini, ma dal principio dell’operazione “Leonte” sono ben 32mila i militari italiani che si sono alternati in terra libanese.  Il comando della forza nazionale è stanziato presso la base “Millevoi” in Shama (sede del Comando del Settore Ovest di Unifil), mentre l’unità di manovra ed i supporti sono dislocati tra le basi di Al Mansouri, Shama e le basi operative avanzate lungo la “Blue Line”. La composizione del dispositivo logistico Italiano del teatro di operazioni in Libano comprende gli assetti del Combat Service Support (Css) inquadrati nelle Task forces nazionali, dal Centro Amministrativo d’Intendenza (Cai), comprensivo della cellula rimborsi ONU, dall’Infrastructure Management Centre (Imc) e, infine, dalla Joint Multimodal Operations Unit (Jmou).

Il Cai gestisce gli aspetti finanziari connessi al personale impiegato in operazione nonché dei contratti stipulati per le esigenze contingenti. La Jmou è responsabile dei collegamenti aerei, terrestri e marini tra l’Italia ed il Teatro Operativo.

Il Combat Service Support Battalion fornisce il supporto logistico al contingente nazionale in Libano, garantendo il collegamento continuo con l’Area Logistica di Transito (Alt), individuata dal porto e dall’aeroporto di Beirut. Inoltre, l’unità è anche responsabile del supporto logistico al contingente sloveno, armeno e serbo, in ossequio ai relativi Technical Agreement (Ta), siglati dall’Italia con i rispettivi governi. Il compito viene assolto creando una struttura logistica robusta e flessibile, capace di garantire il supporto a tutte le unità nazionali e internazionali. Tutte le attività di supporto sono garantite nel rispetto delle procedure previste dal Memorandum of Understanding (Mou). Il Mou è un documento legale che sancisce l’accordo bilaterale tra le parti, ed esprime il comune delle due parti e le linee di azione. Non vincola le parti come un contratto e può essere tenuto riservato. Pertanto, il supporto logistico è garantito per mezzo del rifornimento costante di materiali appartenente a tutte le classi (es. viveri, acqua, ricambi, munizioni ecc.), le attività di trasporto e il mantenimento di tutti i parchi, nonché le attività sanitarie e quelle di supporto psicologico a favore di tutte le Task forces nazionali in Libano.

L’attività di pianificazione del supporto logistico viene garantita dalle cellule che compongono ADERLOG FW, cuore pulsante e mente della logistica di aderenza in teatro, costituita da diverse cellule di mantenimento, rifornimenti, movimento e trasporti. La prima pianifica le attività di manutenzione preventive e di sgombero dei materiali, gestisce le eccedenze di lavorazione degli assetti Combat Service Support inseriti all’interno delle Task Forces nazionali e pianifica gli interventi delle squadre a contatto. La seconda garantisce il flusso costante dei rifornimenti dagli organi del sostegno in madrepatria. Il flusso dei rifornimenti è costante e, in particolare quello dei ricambi, adeguato a garantire l’esecuzione sia degli interventi preventivi sia di quelli correttivi. I materiali non prontamente disponibili presso gli organi di rifornimento della Fascia Logistica di Sostegno vengono approvvigionati, laddove urgenti, al libero commercio, in Italia e in Libano. La terza monitora la movimentazione e garantisce il trasporto dei rifornimenti dall’Area logistica di transito alle basi nell’area di responsabilità. Ed infine la cellula C4 si occupa delle stesse attività svolte dalle cellule mantenimento e rifornimenti, ma con riferimento al parco delle trasmissioni di tutto il contingente nazionale. Da questo mese la Joint task force – Lebanon è composta dai militari della Brigata “Sassari” con un impegno in teatro operativo di circa sei mesi. Il comando del CSS è del Reggimento Gestione Aree di Transito che ha il comando e 2 battaglioni a Bellinzago Novarese e 2 battaglioni distaccati nella sede di Bari.

*Ha collaborato la dottoressa Maria Grazia Labellarte per le informazioni concernenti Unifil,  in quanto parte di un lavoro in collaborazione con Esercito Italiano e Stato Maggiore Esercito.

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