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La Percezione Della Sicurezza

Monaco, gli inquirenti: “Non è Isis, movente bullismo

in Difesa e Sicurezza Nazionale/Internazionale/Relazioni Internazionali da

Non si tratterebbe dell’Isis, ma del folle gesto di un 18enne in cura psichiatrica perché vittima di bullismo. Mentre sale a dieci il numero dei morti nella sparatoria avvenuta ieri pomeriggio a Monaco di Baviera  nella quale sono  rimaste ferite 27 persone, di cui tre gravi (tra i morti c’è l’attentatore stesso che si è sparato alla testa), si allontana la pista legata al terrorismo di matrice islamica.  Continua ininterrottamente il lavoro della polizia, che in queste ore sta facendo il punto della situazione. L’attentatore è Ali Sonboli Karemani, un 18enne iraniano con cittadinanza tedesca. 

Smentita anche la notizia sulla presenza di tre attentatori: Sonboli, ha agito da solo, non ha avuto complici. Secondo gli inquirenti il killer era in cura psichiatrica per depressione. Il 18enne iraniano era vittima di bullismo da 7 anni. La testimonianza di un compagno di classe: “Facevamo del mobbing contro di lui e lui rispondeva che ci avrebbe ammazzati tutti”.

Si sta tracciando anche il profilo psicologico del ragazzo: un disadattato sociale che viveva in un quartiere residenziale di alto livello sociale e economico da 5 anni. La madre era una commessa, il padre un tassista. Dunque si tratterebbe più di una mattanza compiuta da una persona con problemi psichici. Il giovane si sentiva ormai tedesco, ma veniva emarginato per le sue origini. In un video afferma, litigando con un vicino: “Sono tedesco, ho preso una pistola, ora vi ammazzo tutti”. Più un gesto disperato che un attentato di matrice islamica. Perquisita anche la casa, dove il ragazzo pare trascorresse molto tempo con videogiochi violenti.

Foto: dpa     Fonte: bild
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