Medio Oriente: per Israele una domenica drammatica

Morti e feriti in un attentato e minacce dall’Iran

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Non accenna a fermarsi la spirale di violenza in Medio Oriente. Domenica mattina, nei pressi di Nablus, alla Ariel junction in Cisgiordania, un giovane palestinese ha accoltellato un militare israeliano uccidendolo, sottraendogli il fucile e facendo fuoco verso i civili in attesa presso una vicina fermata di autobus. Successivamente l’attentatore ha diretto il fuoco verso le auto in transito rubandone una e iniziando una fuga verso la cittadina palestinese di Bruqin e, lungo l’itinerario, ha sparato ad un altro soldato israeliano ferendolo.

Il bilancio è di un militare morto e cinque feriti gravi, tra i quali un secondo soldato

L’esercito dello Stato ebraico ha fatto subito scattare una caccia all’uomo che è tuttora in atto, mentre Hamas ha voluto celebrare “l’eroica operazione” di ieri mattina in Cisgiordania. “Un’operazione – ha scritto il gruppo sul proprio website – avvenuta in risposta ai crimini dell’occupazione israeliana e a quanto sta accadendo a Gerusalemme e alla Moschea di Al-Aqsa”. La Jihad islamica, altra organizzazione terroristica, ha diffuso un comunicato del medesimo tenore, elogiando l’operato dell’attentatore.

Quasi contemporaneamente ai drammatici eventi della mattinata di ieri, un Tribunale di Gerusalemme ha sancito la temporanea chiusura di un edificio nei pressi della Porta d’Oro  nella parte orientale della Spianata delle Moschee, luogo dove nei giorni scorsi si sono avuti gravi scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane.

Il tribunale ha avallato la richiesta inviatagli dalla polizia di chiudere provvisoriamente il luogo fino al termine degli accertamenti e le indagini relative agli scontri, filmate dalle videocamere di sorveglianza piazzate in punti strategici della zona. 

Minacce dall’Iran

E in una giornata drammatica per Israele, notizie poco rassicuranti unite a minacce giungono dal capo dei Pasdaran iraniani. Il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, generale Mohammad Ali Jafari, ha dichiarato che tutte le strategie dei nemici dell’Iran sono fallite grazie alla resistenza rivoluzionaria islamica, aggiungendo che “la totalità dei territori occupati dai sionisti sono nel raggio d’azione dei razzi e dei missili degli Hezbollah libanesi, alleati di Teheran.

Jafari, riferendosi alle truppe sciite schierate contro il Califfato in Siria e Iraq, hanno ottenuto una grande vittoria a fronte di un prezzo trascurabile non paragonabile ai miliardi di dollari spesi dalle forze occidentali impegnate in quei teatri di guerra.

Nel suo comunicato, il comandante dei Pasdaran non ha evitato di polemizzare anche con il presidente Rohani e i suoi fedeli sostenitori considerati “moderati” che tentano di proporre un compromesso contro i nemici del paese ad esclusivo beneficio di questi, grazie ad un’opinione pubblica deviata di vertici nazionali.

Dall’Argentina timori per la ricorrenza dell’attentato del 1992

In ultimo, nel giorno della ricorrenza del 27esimo anniversario dell’attentato all’ambasciata israeliana a Buenos Aires del 17 marzo 1992, due cittadini iraniani sono stati tratti in arresto a Buenos Aires perchè trovati in possesso di passaporti israeliani rubati e falsificati. I due sono stati identificati per Sajjad Samiel Naserani di 27 anni e la 30enne Mashoreh Sabzali. Il governo argentino, in prossimità della data in cui ricorre il sanguinoso attentato del 1992, costato la vita a 85 persone, ha provveduto ad elevare il livello di allarme terrorismo in tutto il Paese provvedendo a rinforzare la vigilanza presso le sinagoghe e i quartieri ebraici.

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