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Svezia: aumento vertiginoso delle aggressioni sessuali ad opera di migranti

Secondo la deputata Barbro Sörman le violenze contro le donne sono parte della cultura dei rifugiati

titolo originale: VIOLACIONES MASIVAS EN SUECIA TRA LA LLEGADA DE REFUGIADOS AL PAIS

di David Odalric de Caixal i Mata – da Secindef.org

Come riportato dal Consiglio per la prevenzione della criminalità in Svezia, nel 2017, la polizia ha registrato 7.200 casi di stupro, una cifra che porta il numero di aggressioni sessuali quotidiane a circa 20. La Svezia ha accolto 31.000 richiedenti asilo nell’ultimo anno (il 2017), un numero molto alto considerando la sua popolazione. Tuttavia, è stato sorprendente che il numero di minori non accompagnati nell’Agenzia per l’immigrazione fosse così elevato. Queste cifre sono adulterate e hanno dimostrato, in questo, i casi di diversi adulti che hanno cercato di farsi passare da minori.

Le condizioni per i minori non accompagnati sono molto più vantaggiose – è più complicato per loro essere deportati – motivo per cui molti rifugiati cercano di raggiungere questo status. C’è anche una persecuzione mediatica per tutti coloro che osano mettere in discussione le politiche migratorie del governo. La situazione nel paese è, invece,  molto più rosea se si avvalorano le dichiarazioni dei membri del parlamento svedese. La deputata Barbro Sörman ha affermato che “è normale che i rifugiati tendano a violentare le donne perché fa parte della cultura dei loro paesi”, dopo aver lanciato una velata critica dei media per aver riferito delle violazioni dei rifugiati.

(traduzione dallo spagnolo a cura della redazione di Ofcs.report)

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