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Venezuela, attentato contro Maduro: illeso/ LE IMMAGINI

Il presidente scampa all’attacco ma arriva la rivendicazione di un gruppo antigovernativo

“Sono stati catturati alcuni degli autori materiali dell’attentato di oggi contro la mia vita e sono già sotto processo. Sono state raccolte parte delle prove, e non aggiungo altro perché l’indagine é in una fase molto avanzata”. Lo affermato il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, a distanza di poche ore dall’attentato da cui è rimasto illeso. La caccia ai responsabili pare sia stata breve, dunque, probabilmente agevolata da una rivendicazione arrivata subito dopo i fatti da parte di un gruppo sconosciuto, il “Movimento dei soldati in t-shirt”, che su Twitter si proclama un “movimento di militari patrioti, civili e leali verso il popolo venezuelano che tenta di salvare la democrazia in una nazione sotto dittatura”.

L’attentato compiuto con i droni

Verso le 17.41, ora locale, alcuni droni carichi di esplosivo hanno colpito durante il discorso che Maduro stava tenendo a Caracas, in occasione dell’81esimo anniversario della Guardia nazionale. L’evento era trasmesso in diretta da Tv e radio che in alcuni casi hanno ripreso parte dell’attacco. Dopo i primi colpi arrivati dall’alto, il presidente venezuelano è stato circondato dalle guardie del corpo. Poi è stato dato l’ordine ai militari di rompere le fila e le trasmissione della tv di Stato si sono interrotte. Maduro è rimasto illeso, mentre sette militari sono stati feriti.

Le accuse alla Colombia

Secondo Maduro dietro l’attentato ci sarebbe la regia del presidente della Colombia e l’estrema destra. “E’ stato un tentativo di uccidermi – ha detto il presidente durante un discorso televisivo – volevano assassinarmi”. Poi si è detto certo del fatto che “l’estrema destra e Juan Manuel Santos siano dietro a quello che è accaduto”. Inoltre, sempre secondo Maduro, uno dei responsabili viveva in America.

“Il presidente Manuel Santos è alle prese con il battesimo di sua nipote, Celeste, e non a rovesciare i governi stranieri” , ha fatto sapere una fonte anonima del governo colombiano alla stampa del paese.
Ma Maduro insiste: “Non ho dubbi – ha detto – che il nome di Juan Manuel Santos sia dietro quest’ ultimo attacco”.  Santos, che giá in passato ha definito Maduro come presidente – dittatore, terminerá il suo incarico martedí, che passerà nelle mani del leader di destra e oppositore Iván Duque, delfino di Uribe. Stando a quanto dichiarato al giornale El Tiempo, si allontanerà definitivamente dalla politica. Il Presidente uscente, in un’ intervista, ha spiegato che la cosa migliore che potrebbe accadere al Venezuela e alla Colombia, che condivide un confine di 2.200 chilometri, è che Maduro cada e si spera in una forma pacifica. E ha assicurato che questo non è ancora accaduto a causa dello stesso governo venezuelano che eserciterebbe una repressione sempre più efficace, scoraggiando nuove proteste di massa.
Nel corso del suo mandato di otto anni Santos é tuttavia riuscito a mutare le relazioni, precedentemente congelate con il governo di Maduro, garante del patto di pace con la guerriglia delle FARC e dei negoziati in corso con i ribelli guevaristi dell’ELN. Il presidente colombiano ha inasprito la sua posizione contro Maduro dopo la convocazione, nell’ agosto del 2017, dell’ Assemblea costituente nazionale . Inoltre, si è astenuto dal nominare un proprio ambasciatore a Caracas. Sulla scia della grave crisi economica che ha colpito il Venezuela, che secondo il FMI ha innescato un tasso di inflazione che ha raggiunto 1.000.000% nel 2018, oltre un milione di venezuelani sono emigrati, soprattutto negli ultimi 18 mesi, in Colombia e la maggior parte di questi cittadini non intende rientrare, creando cosí un’ondata di immigrazione senza precedenti nella storia del Paese.

La rivendicazione

Con un comunicato inviato alla giornalista venezuelana Patricia Poleo, vicina all’opposizione e residenti negli Stati Uniti, il gruppo che si è attribuito la responsabilità dell’attentato ha rivendicato l’azione. La nota è stata letta dalla giornalista in diretta sul suo canale Youtube  .

“È contro l’onore militare tenere al governo quelli che hanno dimenticato la Costituzione e hanno trasformato le cariche pubbliche in un osceno modo per arricchirsi. Se lo scopo di un governo é raggiungere la maggior felicità possibile, non possiamo tollerare che la popolazione soffra la fame, che i malati non abbiano medicine, che la moneta non abbia valore, e che il sistema dell’istruzione non istruisca ma indottrini al comunismo. Popolo del Venezuela, per concludere con successo questa lotta di emancipazione dobbiamo scendere in piazza senza arretrare”.

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