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Gli attacchi a Salvini anche sul calcio…

da Eques

La prima, e unica, volta che ho visto una partita di calcio allo stadio risale al 1972. Da allora non ci sono più andato. Penso di poter quindi dire, con sufficiente grado di attendibilità, di non essere tifoso o appassionato e quindi uno che, se anche quello sport venisse proibito, non ne sarebbe neppure dispiaciuto. E però, da liberale quale mi sento, trovo assolutamente ingiusto che chi lo apprezza, ed ha quindi il sacrosanto diritto di poterlo seguire, e anche di andare allo stadio (persino quando mi produce fastidi, come più volte mi è capitato trovandomi imbottigliato nel traffico, non sapendo che c’era una partita), non debba vivere sotto l’incombente spada di Damocle che, a causa di quattro mascalzoni, possa esser interrotta la partita. Proprio per questo, penso di poter dire la mia, del tutto disinteressata, opinione.

Solo casualmente, dato che quando scorrendo i titoli mi imbatto nel calcio salto a piè pari il pezzo, ho avuto modo di leggere, incuriosito dal titolo, che la dirigenza della squadra del Napoli, forse ritenendo che non siano sufficienti i politici di professione, i detrattori per principio e le Ong, sarebbe insorta contro Salvini per quel che ha detto sul modo di risolvere le problematiche connesse al calcio.

Sono allora andato a vedere cosa lamentano questi signori, e soprattutto cosa aveva detto Salvini di così grave, tanto da farli insorgere.

Dire che sono rimasto sconcertato, è davvero poco.

Debbo dire che, osservare come viene vissuto quel fenomeno, che è qualcosa di più di un semplice sport, per uno come me, che non lo segue, per un verso è divertente, ma per altro è davvero preoccupante.

E così, ho letto dall’Ansa che i vertici del club partenopeo avrebbero appreso con perplessità le parole del vicepremier, confermando l’intenzione di prendere iniziative, anche clamorose, qualora gli episodi di razzismo si dovessero ripetere nelle prossime gare.

Ma quali sono state le parole, così sconvolgenti del Ministro?  È presto detto, e per evitare errori, e/o strumentalizzazioni, le riporto testuali: “È un tema scivoloso, è difficile individuare il criterio di discriminazione tra i ‘buu’ al bianco, al giallo, al nero, i cori contro i napoletani o gli juventini. Preferisco prevenire e sensibilizzare che sospendere le partite. Chi decide e in base a quale criterio oggettivo se sospendere una partita? Ricordo che in Milan-Juve i ‘buu’ dei tifosi rossoneri erano per Bonucci: chi decide se quella è discriminazione? Servono criteri oggettivi che in questo caso sono difficilmente individuabili, quindi sono contrario alla sospensione delle partite. La mia preoccupazione – aggiunge Salvini – è quella di non mettere in difficoltà l’arbitro, che ha già il suo bel da fare. E penso anche agli operatori di pubblica sicurezza, ho condiviso la scelta di non sospendere Inter-Napoli, non perché sia favorevole ai ‘buu’ razzisti ma perché i problemi esterni allo stadio potevano essere maggiori”.

Forse dipenderà dal mio inesistente interesse per quello sport, che non capisco, ma di grazia, qualcuno che voglio definire normale, e cioè non politicamente schierato, o motivato da altre ragioni personali, che si può comprendere avere altre ragioni per attaccarlo, qualunque cosa faccia, non faccia, dica o non dica,  riesce a spiegarmi cosa ci sarebbe di strano in quel che ha detto Salvini?

Se il discorso si risolvesse solo nel costituire l’ennesimo pretesto per attaccarlo, allora non direi nulla, ma se non è così, allora la situazione del Paese deve essere veramente grave, e non mi riferisco a quella economica o politica, ma proprio della sopravvivenza di un minimo di buon senso. 

A prescindere dal regalo che gli si sta facendo sotto il profilo dei consensi, attaccandolo ogni giorno con i pretesti più insulsi, mi domando se i divulgatori di tutto (quel che interessa loro, ovviamente), si siano per caso accorti … primo, che in Italia c’è molta più gente di quanto loro credano, a cui del calcio non interessa nulla; secondo che questi italiani (non faccio il sovranista, il richiamo è solo per rammentare che sono elettori, come sembrano invece dimenticare in tanti), hanno perfettamente capito che questi attacchi sono strumentali; terzo, che l’unico effetto è di essere controproducenti per chi li fa.

Mi spiego meglio, se si continua sull’onda che sembra assillare certa parte politica, dell’esistenza in Italia di un incombente “pericolo razzista”, che esiste solo nei loro discorsi (un po’ come quello “fascista”, che serve solo a mantener in vita chi ha fatto ragione di vita l’antifascismo), ben presto chi insiste si troverà ad organizzare al più, e se ci riesce, una gara di burraco, tante saranno le defezioni.

Ma la cosa che mi sconcerta di più è un’altra, ma dico io, è possibile che le lezioni impartite dai loro elettori, non gli siano servite a nulla? Attenzione, ho detto dei loro, o forse dovrei precisare … dei loro ex eletttori.

Tenaci eh …Torniamo però all’argomento.

Quelli che vogliono accogliere il mondo, ovviamente non a casa loro, o troppo vicino, e ovviamente a spese e cura di altri, potrebbero spiegare la ragione per cui, per impedire ai violenti, e ai prezzolati (perché anche quelli ci sono in mezzo a queste baraonde), si dovrebbe fermare lo spettacolo?

E che così quelli diventano buoni, rispettosi, non violenti .. e magari si iscrivono pure a qualche benefica associazione … tipo quelle che fanno tutto per tutti … assolutamente gratis …?

E quelli che non hanno fatto, non fanno e non faranno mai nulla di male, perché debbono essere gli unici a subire le conseguenze di altrui malefatte?

Signori esperti, volete essere così gentili di farlo capire anche a chi non si occupa di calcio … e però vota!?

Forse, con quella medicina (fermare le partite), i violenti e gli imbecilli (categoria a cui non appartengono naturalmente quelli che il caos lo fanno per altre ragioni … e magari, hai visto mai, pure su commissione), quando gli è impedito di farlo all’interno o davanti agli stadi, non sono gli stessi che lo fanno dovunque possano (autogrill, piazze, strade, anche lontane)?

E allora? Per un esiguo numero di mascalzoni, si puniscono quelli che non hanno fatto nulla?! Bel modo di risolvere i problemi.

Invece di piagnucolare su un razzismo, vivo solo nei perversi disegni di chi ne denuncia una inesistente esistenza, si attuassero piuttosto le misure che il Ministro ha indicato, e magari anche quella di reintrodurre l’Educazione Civica, di cui ci sarebbe tanto bisogno.

Se è vero che sotto il profilo educativo e formativo si deve ragionare in tempi lunghi, sotto il profilo dell’ordine pubblico, la musica è diversa, e qui l’intervento deve essere immediato efficace, concreto, ma soprattutto di buon senso!

È inutile imporre un divieto di andare allo stadio … a chi se ne infischia di ordini e divieti.

Poi, se si preferisce sognare, o spendersi in fantasiose esercitazioni teoriche … beh, allora non c’è problema … signori avanti c’è posto.

Che altro lamenta il Napoli? Ah si che “… si fermerà in caso di cori razzisti a gara in corso”.

E questa sarebbe “… la risposta del club azzurro al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, …”, che quasi a voler far credere che solidarizzi con i facinorosi, si è detto “contrario allo stop alle partite di campionato in caso di cori discriminatori e ululati.

La proposta più divertente debbo dire l’ha lanciata tale Carlo Ancelotti (che, da quel che ho capito, è un tecnico importante nel mondo del calcio, e che, ahimè, io purtroppo, che non ho mai seguito quello sport, non so neanche chi sia – e si … fatevene una ragione, esiste anche chi non lo sa), che avrebbe “… ventilato l’ipotesi di uno stop in mancanza di interventi da parte dell’arbitro”.

Chi ha scritto questo è riuscito a farmi sorridere.

Già immagino infatti l’arbitro che caccia fuori dallo stadio chi osa cantare qualcosa di non consono (a capire poi, quale sarebbe il criterio discretivo tra lecito e illecito, chi e secondo quali parametri oggettivi possa decidere esserlo).

Il dileggio, lo sfottò, la presa in giro, da quel che so persino io che non seguo quello sport, è da sempre parte integrante, non solo di quello sport, per cui, l’applicazione pratica di una pretesa del genere, la vedo assai dura … per lo meno se ancora si vuol agire secondo le regole della democrazia, perché se le regole sono altre, allora tutto è possibile.

Ben più sensato mi sembra invece quel che ha detto il Ministro: “L’obiettivo è sradicare la delinquenza da dentro e da fuori gli stadi e su questo utilizzeremo ogni mezzo. Lavoreremo per favorire la costruzione di stadi di proprietà, con camere di sicurezza e ho proposto l’idea di tornare a utilizzare il treno per le trasferte. È molto più controllabile un gruppo di mille tifosi identificabili, che hanno acquistato con un documento il biglietto del treno, piuttosto che cento automobili in viaggio”.

Al di là di quel che farà chi deve decidere, una sola domanda mi rimane in testa … qualcuno, prima o poi, ricomincerà a fare discorsi di mero banale, e comprensibile, buon senso? 

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