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Test molecolari per prevenire il trattamento di noduli tiroidei maligni

Nuovi studi sulla prevenzione

a cura di Sara Novello

Uno studio presentato alla 88° conferenza annuale della American Thyroid Association ha dimostrato che i test molecolari potrebbero aiutare alcuni pazienti con sospetta malignità determinata dopo la biopsia nodulare con ago aspirato. La suspicious for malignancy (SFM) o sospetta malignità, indica che una biopsia nodulare tiroidea è probabilmente cancerosa, ma questa valutazione non rappresenta una diagnosi definitiva.

Difatti ciò si verifica nell’1% – 6% delle biopsie eseguite è il rischio stimato di cancro alla tiroide che, in questi campioni, varia dal 60% al 75%. Le linee guida dell’American Thyroid Association raccomandano l’uso del test molecolare come opzione per caratterizzare ulteriormente i noduli classificati come SFM, sebbene l’escissione sia ad oggi la prassi comune indicata dalle linee guida.

Scopo dello studio

Lo scopo dello studio (2007-2018) é stato quello di fornire una stima aggiornata circa il rischio di malignità nei pazienti le cui biopsie sono classificate come SFM.  Secondo gli autori i test molecolari hanno identificato tumori benigni in circa il 17% dei pazienti. Questi dati suggeriscono che i test molecolari potrebbero aiutare alcuni pazienti ad “evitare la tiroidectomia, le complicanze correlate e la terapia sostitutiva permanente”.

Sempre secondo i ricercatori i risultati dello studio richiedono “un approccio più conservativo per i pazienti con noduli tiroidei che appartengono alla categoria SFM citologicamente indeterminata”.