Brexit, Irlanda del Nord potrebbe rimanere nel mercato unico

a cura di Sara Novello

L’accordo di ritiro dall’Ue stabilirà che l’Irlanda del Nord rimarrà, a tutti gli effetti, nell’unione doganale e nel mercato unico dopo la Brexit. Nel Regno Unito la battaglia per l’uscita dall’Unione europea è in corso con match continui. La Gran Bretagna è attesa a Bruxelles per firmare il testo che vedrà l’Irlanda del Nord rimanere sotto il diritto dell’Ue alla fine del periodo di transizione di 21 mesi. Tale iniziativa causerà di certo dei forti malumori sia all’interno del partito conservatore sia tra il governo e il partito unionista democratico.

Il pericolo di un accordo commerciale senza attriti é in agguato! Una riunione di gabinetto dello scorso mercoledì circa “il confine irlandese” non ha portato a conclusioni significative. Il capo negoziatore dell’Unione europea, Michel Barnier, ha affermato a Bruxelles lo scorso venerdì: “È importante dire la verità, la decisione del Regno Unito di lasciare il mercato unico e di lasciare le unioni doganali renderebbe inevitabili i controlli alle frontiere. Inoltre, il Regno Unito si è impegnato a proporre soluzioni specifiche per la situazione irlandese”. Barnier ha ripetutamente avvertito che la Brexit scelta da Theresa May comporterebbe barriere commerciali sotto forma di controlli alla frontiera.

Nell’Irlanda del Nord, la posizione contraddittoria del governo britannico di cercare di uscire dall’unione doganale e dal mercato unico senza alcun attrito, si dice che presenti non solo un pericolo per il commercio ma anche un rischio per la pace.

All’inizio di questa settimana George Hamilton, capo del servizio di polizia dell’Irlanda del Nord, ha avvertito che qualsiasi infrastruttura alla frontiera diventerebbe un bersaglio per i gruppi armati e costituirebbe un pericolo per i suoi ufficiali.  Il testo proposto dall’Ue è la conseguenza logica dell’accordo raggiunto tra la Commissione europea e il governo britannico a dicembre per consentire ai colloqui di passare dalle questioni relative ai diritti dei cittadini alla situazione finanziaria e al confine irlandese.

Il governo del Regno Unito aveva affermato che “in assenza di soluzioni concordate si sarebbe impegnato a mantenere il pieno allineamento delle norme del mercato interno e dell’unione doganale che, attualmente o in futuro, andranno a sostenere  la cooperazione nord-sud, l’economia della intera isola e la protezione dell’accordo del [Venerdì santo] del 1998”.
Nonostante le iniziali proteste del DUP (Democratic Unionist Party), gli unionisti sono stati rassicurati con il paragrafo 50 dell’accordo comune, in cui il governo britannico ha promesso di garantire che non ci sarebbero stati ostacoli agli scambi tra la terraferma britannica e l’Irlanda del Nord.

David Davis, segretario Brexit, ha suggerito che l’intero Regno Unito potrebbe rimanere allineato all’Ue, da qui il DUP ha evidenziato come “l’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna avrebbero lasciato dunque l’UE alle stesse condizioni!”. Per l’Unione Europea gli impegni e le proteste nei confronti del DUP non sono altro che un accordo interno del governo britannico che nulla hanno a che vedere con il testo giuridico in questione.

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