Correttivi al riordino: é scontro tra mondo militare e governo

Dopo l’incontro tra Cocer e SMD le rappresentanze insorgono

Correttivi al riordino delle carriere: é scontro tra mondo militare e governo. Sembra di essere tornati al tempo del governo Gentiloni, quando i Cocer e i sindacati di polizia avevano duramente contestato il rinnovo del contratto Sicurezza e Difesa per il triennio economico e normativo 2016/2018. Alla fine, durante un incontro farsa di fine gennaio 2018, il contratto venne firmato e alle forze armate e di polizia, come al solito, furono destinati “quattro soldi”. 

Adesso, a distanza di oltre un anno, il governo Pd-M5S sembra perseguire la stessa linea sul correttivo al riordino delle carriere. Ieri mattina é stato convocato un incontro tra Cocer Interforze e Stato Maggiore della Difesa dove sono stati illustrati i parametri appunto del riordinoLa riunione non ha soddisfatto il mondo militare al punto che alcune rappresentanze, come quella di carabinieri e guardia di finanza, hanno lasciato l’incontro.

Cocer Marina: correttivi al riordino, rotta sbagliata

Antonello Ciavarelli delegato Cocer Marina

Antonello Ciavarelli delegato Cocer Marina

“Il nuovo Governo ha confermato di voler esercitare la delega sui correttivi al riordino delle carriere entro i termini di legge previsti e comunque non oltre il 31 dicembre 2019 – si legge in una nota – Il Cocer Marina nell’apprendere questa notizia e dopo l’incontro di ieri con lo Stato Maggiore della Difesa, che ha illustrato per la prima volta i punti salienti del correttivo ritenuti deludenti ed insufficienti, si chiede con quali risorse ed in che modo intenda il Presidente del Consiglio ‘Prestare la massima attenzione alle esigenze delle donne e degli uomini che garantiscono ogni giorno la sicurezza del Paese’Le risorse ad oggi a disposizione sono chiaramente insufficienti – sottolinea il Cocer Marina – e di questo la politica ne è responsabile; proprio il Presidente Conte ne era a conoscenza tanto che aveva prospettato nell’incontro con il Co.Ce.R. Interforze dello scorso mese di maggio, alla vigilia delle elezioni Europee, la possibilità di reperire un finanziamento aggiuntivo. Di questo non se ne conoscono gli sviluppi anche perché i Co.Ce.R. non sono stati convocati alla recente presentazione della manovra economica nonostante la legge lo preveda chiaramente.  In tema di contenuti del provvedimento -prosegue la rappresentanza militare – questo Consiglio è molto preoccupato perché nonostante abbia evidenziato, fin dal febbraio 2018, le criticità e le evidenti anomalie, non si interviene nella misura necessaria lasciando pressoché inalterata una situazione che diventerà irreversibile, a discapito del personale, vanificando le aspettative ed incidendo negativamente sulla motivazione.  Il Cocer Marina però non demorde! Sapendo che questa è l’ultima occasione per apportare le necessarie modifiche al riordino delle carriere, chiede che possa avviarsi un dialogo istituzionale ed incontrare il Premier Conte, unitamente a tutta la RM, affinché confermi o meno le risorse da lui prospettate e, in coerenza con le sue dichiarazioni, garantisca e vigili sull’avvio di un urgente processo di revisione dei contenuti del correttivo ad oggi presentato”.

“L’amarezza e la rabbia é alla stelle – ha detto il delegato Cocer Interforze Pasquale Fico – sia tra i delegati sia tra il personale che noi rappresentiamo”.

 

Cocer Carabinieri: “Noi esclusi. Chiediamo incontro con il ministro della Difesa”

“Lo Stato Maggiore Difesa prende le distanze da Carabinieri e Finanzieri sui correttivi al riordino. La comunicazione è stata data durante la riunione del Co.Ce.R. Interforze da esponenti di SMD, adducendo che il decreto legislativo 95/2017 non li riguarda, loro affrontano solo i problemi del 94”, si legge in una nota del Cocer Carabinieri  che “prende atto di essere stato escluso volutamente da una materia così importante per il personale, ma principalmente prende atto che i Carabinieri e i Finanzieri non sono considerati più militari perché su di loro lo Stato Maggiore Difesa ritiene di non avere competenza. Nella considerazione che oltre 180.000 uomini e donne (CC e G.d.F.) sono oggi in balia delle volontà dello Stato Maggiore Difesa e, dovendo definire una propria identità, chiediamo un incontro urgente con il Ministro della Difesa per capire se è lui il nostro interlocutore sul riordino ovvero altri. A SMD ricordiamo che nell’agosto 2018 il Co.Ce.R. Carabinieri, innanzi alle Commissioni Difesa riunite di Camera e Senato, sostenne la necessità di inserire nei correttivi anche le Forze Armate e a distanza di poco più di un anno questa è la considerazione verso di noi. Complimenti”.

 

 

 

Articoli suggeriti