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Riordino carriere, Cocer: “Buone intenzioni, ma tempi lunghi e poche risorse”

Perplessità e speranze. Sono queste le prime reazioni di alcuni delegati Cocer delle forze armate all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di legge che prevede la “delega al Governo per l’adozione di disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi in materia di riordino delle carriere del personale delle forze armate e delle forze di polizia”.

Il delegato Cocer dei carabinieri, Antonio Tarallo, apprende con “soddisfazione che il Governo nel C.d.M. nr. 25 del 25.10.2018,  ha approvato un nuovo disegno di legge per l’adozione di disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 94 e 95 in materia di riordino delle carriere del personale delle forze armate e delle forze di polizia, di fatto ascoltando le richieste prodotte con apposito documento dal Cocer Carabinieri in sede di audizione in Camera e Senato”. Di contro, però, “nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri – spiega Tarallo – si legge che ‘Nell’esercitare la delega non si incide sulle dotazioni organiche complessive ma si prevede l’utilizzo delle risorse già stanziate e confermate con il decreto-legge sicurezza (decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113), attualmente in fase di conversione’. Questo non è possibile – sottolinea il rappresentante – perché non ci può essere riordino senza risorse economiche aggiuntive oltre a quelle poche già cristallizzate nel decreto sicurezza. Auspico che su questo argomento il Governo si ravveda e già in questa Legge di Bilancio predisponga i fondi necessari, caso contrario, come spesso accade si esulta inizialmente per l’intenzione per poi protestare energicamente sulle decisioni”.

Dubbi sono stati espressi anche dal delegato Cocer della Marina, Antonello Ciavarelli, che ha dichiarato: “Tra le rappresentanze vi è forte perplessità in merito al disegno di legge governativo che riguarda i correttivi al riordino delle carriere. Varie sono le delibere a riguardo, anche del Cocer interforze. Come è possibile che nel decreto legge sicurezza vi sono delle risorse economiche stanziate per tali correzioni e di contro, anziché emendare lo stesso, il ‘governo del cambiamento’ partorisce un normale disegno di legge? Prima di gennaio non potrà essere calendarizzato e per essere approvato i tempi fisiologici più rapidi non sono inferiori a 12 mesi/2 anni”. E poi aggiunge: “La delega per le forze di polizia a riguardo dovrebbe scadere all’inizio del 2019. Il governo queste cose le sa? È stata ingenuità? È un’azione voluta? C’è da essere anche contenti di queste lungaggini? L’equiordinazione tra forze armate e forze di polizia come potrà attuarsi se non si lavora insieme con le stesse tempistiche? L’impressione, così come sta accadendo per la sindacalizzazione, è che questo governo ha buoni propositi nei confronti dei militari, ma per attuarli inspiegabilmente allunga l’iter. La speranza è che le buone intenzioni riguardo sindacato e riordino presto diventino realtà”.

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