Sea-Watch3: Guardia Costiera vieta avvicinamento alla nave

Bloccata la “staffetta democratica” del Pd per salire a bordo

farmacia di turno

Erano già pronti per salire a bordo della Sea-Watch3 per controllare le condizioni dei 47 immigrati. Ma la “staffetta democratica” del Pd dovrà attendere perché la Guardia Costiera di Siracusa, su indicazioni del prefetto, ha emesso un’ordinanza che vieta l’avvicinamento alla nave della Ong. Un duro colpo per gli esponenti del Partito democratico, alcuni già in viaggio per la Sicilia, pronti a chiedere lo sbarco immediato dei migranti.

Divieto di navigazione, ancoraggio e sosta nel raggio di 0,5 miglia dalla posizione della Sea-Watch3

Il comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, Luigi D’Aniello, riporta Agi, ha emesso un’ordinanza che dispone il divieto di navigazione, ancoraggio e sosta nel raggio di 0,5 miglia dalla posizione della Sea-Watch3, la nave olandese con 47 migranti ancorata ad un miglio dalla Baia di Santa Panagia. Il provvedimento, che vieta anche la balneazione, le immersioni e la pesca.

Il Pd incontra il prefetto e la spunta

Nel primo pomeriggio, però, una delegazione del Pd  ha incontrato il prefetto chiedendo di salire a bordo. Su Twitter, il senatore e segretario regionale del Pd siciliano, Davide Faraone, ha scritto: “Terminato l’incontro in Prefettura. La delegazione dei parlamentari del @pdnetwork salira’ a bordo della Sea Watch intorno alle 15.30. Finalmente!”.

Le comunicazioni tra Sea-Watch3 e l’Olanda

Intanto, la Sea-watch3 in merito al mancato approdo in Tunisia, pubblica sul profilo Twitter una nota con le motivazioni del mancato attracco nel paese nordafricano. Secondo la Ong, l’Olanda avrebbe contattato la Tunisia ma senza alcuna risposta. Ma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha fatto sapere di avere “elementi concreti per affermare che, mettendo a rischio la vita delle persone a bordo, il comandante e l’equipaggio della Ong Sea-Watch3 abbiano disubbidito a precise indicazioni che giorni fa li invitavano a sbarcare nel porto più vicino (non in Italia!), prove che verranno messe a disposizione dell’autorità giudiziaria. Se così fosse, saremmo di fronte ad un crimine e ad una precisa volontà di usare questi immigrati per una battaglia politica, un fatto gravissimo. Ribadisco il mio impegno a difendere i confini, la salute e la sicurezza del popolo italiano: non sarò mai complice degli scafisti e di chi li aiuta”.

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