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Sindacati militari: “Al guinzaglio dei generali. Scendiamo in piazza”

“Bisogna cambiare il testo base della legge sulla rappresentanza sindacale”

Non si placano le polemiche sulla legge che dovrebbe disciplinare i sindacati militari. Mentre in Commissione Difesa è in discussione il testo presentato dal capogruppo M5S in commissione Difesa, Emanuela Corda, il mondo militare è in fermento. “Nella notte di ieri è venuto alla luce il testo base della IV Commissione Difesa, la norma sull’associazionismo sindacale militare c.d. legge Corda”,  abbinato ai disegni di legge Tripodi (Forza Italia) e Pagani (Pd) – si legge in una nota congiunta delle segreterie di Sinafi, sindacato nazionale finanziari,  Sindacato italiano carabinieri, Sindacato italiano Marina, Sindacato Guardia Costiera e Sindacato Aeronautica e il Sindacato unitario lavoratori militari – Il testo di legge ha assorbito solo alcuni dei suggerimenti ricevuti durante le audizioni dai sindacati militari recependo, in particolare, la cancellazione delle r.u.b. (rappresentanza di unità di base) che avrebbe mantenuto un surrogato delle rappresentanze militari attuali. Il “comitato ristretto” presieduto dall’on. Corda aveva il compito di acquisire tutti gli emendamenti necessari per predisporre un testo base che potesse ottenere la maggiore condivisione parlamentare. La stessa relatrice aveva chiesto fiducia alle oo.ss. garantendo che avrebbe posto in essere ogni sforzo per presentare un testo base che potesse riconoscere i diritti sindacali per il personale militare aderente al sistema sindacale vigente per le polizie ad ordinamento civile e operatori del soccorso. Contrariamente a quanto prospettato, i contenuti del testo base che ieri é stato votato in Commissione Difesa sono inaccettabili, indegni, inadeguati, svilenti e pericolosi”.

“Gli scriventi – prosegue la nota – chiedono coraggio alle forze politiche scese in campo, che hanno dimostrato di non voler ascoltare a pieno i 320 mila uomini e donne militari che attendono da decenni una norma che possa dare loro i diritti sindacali garantiti dalla Costituzione, che solo a seguito delle decisioni assunte prima dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e poi dalla Corte costituzionale sono stati riconosciuti. Queste organizzazioni sindacali ritengono che il testo base proposto dimostra come le forze politiche appaiano asservite alla visione estremamente conservatrice dei vertici militari, snaturando i principi sindacali illuminati dall’art. 39 della Costituzione italiana. Queste organizzazioni sindacali non mollano!!! Sono già al lavoro per produrre in tempi rapidi e immediati gli emendamenti diretti a correggere le evidenti aberrazioni del diritto sindacale dei militari, atteso che non è accettabile l’assoggettamento di un diritto costituzionale ad autorizzazioni preventive ed al controllo delle amministrazioni, come non è accettabile l’assenza di autonomia organizzativa e della capacità giuridica di agire in giudizio per tutelare realmente gli interessi degli iscritti, lasciando il controllo dei diritti sindacali ai vertici militari”. 

“Le scriventi oo.ss. chiedono, quindi, di essere nuovamente audite urgentemente in Commissione Difesa – conclude la nota – e dal ministro della Difesa per poter presentare i propri emendamenti al testo base approvato in Commissione, annunciando di essere pronte, per la prima volta nella storia, a ricorrere ad azioni sindacali pubbliche per manifestare il proprio dissenso e contrastare questo progetto retrivo e pericoloso per i diritti del personale militare, al fine di informare l’opinione pubblica di ciò che sta accadendo, dove la classe politica, se non dovesse ricorre ai ripari, dichiaratamente abbandonerebbe a loro stessi i propri servitori!”.

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