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Hezbollah: il finanziamento al terrorismo passa per il Sudamerica

Arrestato in Brasile Assad Ahmad Barakat, capo di un’organizzazione legata al gruppo libanese

Il 20 settembre scorso, in Brasile, la polizia federale ha arrestato Assad Ahmad Barakat con l’accusa di riciclaggio di denaro sporco e di legami con la fazione libanese degli Hezbollah. Le indagini, svolte sotto la guida della Corte Suprema brasiliana, hanno fornito un complesso quadro probatorio sulle attività di Barakat, non solo sul territorio carioca ma, grazie a un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità del Paraguay, anche per i medesimi reati commessi sulla Triple frontera, la zona di confine tra Argentina, Paraguay e Brasile. Di fatto, il Dipartimento per l’immigrazione del Paraguay aveva già allertato i vari confini dell’area dopo il mandato d’arresto emesso dalla Procura nazionale.

Estradato nel 2003 in Paraguay, Paese di cui Assad Barakat è cittadino, venne condannato a sei anni di carcere dalla Commissione per l’evasione fiscale. Nel 2008, dopo aver ottenuto la libertà, Barakat tornò a vivere in Brasile pur continuando a mantenere i suoi collegamenti in Paraguay, Argentina e Cile.
Nel 2006, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo inserì nell’elenco dei singoli individui e delle entità che finanziano Hezbollah nella regione frontaliera tra Brasile, Argentina e Paraguay.

Il Paraguay, in cooperazione con le autorità investigative argentine, aveva avvertito di possibili azioni criminali al confine con il Brasile, in un’area denominata TBA o ” Clan Barakat”, presumibilmente a causa dei diversi casi di riciclaggio di denaro finalizzato al finanziamento del terrorismo in favore di Hezbollah firmati dall’organizzazione guidata da Ahmad Assad Barakat. Lo stesso, in base alle informazioni dell’Unità di informazione finanziaria (Uif), avrebbe stretto legami con la leadership del gruppo terroristico stanziato in Libano direttamente dal suo hub a Ciudad del Este (Paraguay).

L’Uif avrebbe, in seguito, fatto congelare i beni del clan proprio per reati relativi al contrabbando, alla falsificazione di denaro e documenti, estorsioni, traffico di droga e di armi, riciclaggio e finanziamento del terrorismo internazionale.

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